'Ndrangheta e imprenditoria, patrimonio milionario sequestrato nel Reggino
Quattro società di capitali con relativo patrimonio aziendale, un'impresa, quote relative a sei società ed ancora 7 autoveicoli, 20 rapporti bancari/assicurativi, 4 orologi di pregio e denaro contante, per un valore complessivo di oltre 124 milioni di euro, sono stati confiscati a quattro imprenditori Luigi Bagalà, 75 anni, Francesco Bagalà, 64 anni, Giuseppe Bagalà, 64 anni e Francesco Bagalà, 31 anni, ritenuti espressione della cosca Piromalli di Gioia Tauro. Ad eseguire il provvedimento sono stati i finanzieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria e del Servizio centrale investigazione criminalità organizzata, con il coordinamento della locale Procura della Repubblica e Direzione Distrettuale Antimafia, diretta da Giovanni Bombardieri.
Le indagini. I destinatari del provvedimento di confisca emergono dalle indagini svolte nell’ambito delle operazioni “Ceralacca”, “Cumbertazione”, “Martingala” e “Waterfront” condotte dal Gruppo Investigazione Criminalità Organizzata di Reggio Calabria e dallo SCICO, sotto la direzione ed il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria - che hanno portato all’esecuzione di:
- provvedimenti restrittivi di natura personale, per i reati di associazione per delinquere di tipo mafioso, riciclaggio e autoriciclaggio, associazione a delinquere finalizzata all’emissione di false fatturazioni, associazione per delinquere, finalizzata alla turbata libertà degli incanti, alla frode nelle pubbliche forniture, alla corruzione e al falso ideologico in atti pubblici, tutti aggravati dal metodo mafioso;
- provvedimenti cautelari reali, ex art. 321 c.p.p., su un patrimonio costituito dai compendi aziendali di imprese/società, beni mobili, immobili e disponibilità finanziarie per svariati milioni di euro.
Redditi e patrimonio. A seguito di tali provvedimenti, la Dda ha delegato il Gico del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Reggio Calabria e lo Scico, ad effettuare indagini economico-patrimoniali, volte all’individuazione dell’intero patrimonio dei proposti e del loro nucleo familiare, al fine di avanzare proposta per l’applicazione di una misura di prevenzione personale e patrimoniale. A conclusione di tali investigazioni è stata accertata la sussistenza di una significativa sproporzione tra il profilo reddituale e quello patrimoniale del nucleo familiare dei “proposti”. Le relative risultanze sono confluite in una proposta formulata dalla locale Direzione distrettuale antimafia, accolta dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale reggino, mediante l’emissione nel 2018 di appositi provvedimenti di sequestro, finalizzati alla successiva confisca.
Il provvedimento. La stessa Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria, condividendo la ricostruzione economico-patrimoniale e le argomentazioni formulate anche in sede di complesse controdeduzioni alle memorie e perizie tecniche rassegnate dal collegio difensivo dei proposti, con l’odierno provvedimento ha disposto - oltre all’applicazione della misura di prevenzione personale della sorveglianza speciale per tre anni - per tutti i proposti - la confisca dell’ingente patrimonio precedentemente sequestrato.
