Oggi è stata la volta di Ennio Morrone che ha lasciato il partito azzurro in disaccordo con la coordinatrice regionale Jole Santelli 

I conti si faranno dopo le elezioni. Inutile affaticarsi in pronostici che rischiano di schiantarsi contro un muro. Ma il candidato del centrosinistra a Cosenza, Lucio Presta, dopo qualche tentennamento iniziale, sembra incassare da qualche giorno ormai soltanto consensi. Paolini ( e forse Guccione) esclusi, per il resto  Presta sembra raccogliere il consenso di una vasta area. Al momento rimane fuori, ma potrebbe essere solo questione di giorni, il Nuovo centrodestra che attende di giocare le ultime fasi di una partita a scacchi.  Fanno quadrato, invece, intorno al candidato che ha permesso ai democrat di superare lo scoglio delle primarie, i deputati del territorio.

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Le reazioni positive. Pur da posizioni differenti, Enza Bruno Bossio, Stefania Covello, Ferdinando Aiello ed Ernesto Magorno concordano sul fatto che le prossime amministrative debbano segnare un momento di svolta per la città dei Bruzi.  "Il sostegno nei confronti della candidatura di Lucio Presta  - asseriscono  - nasce proprio in ragione di un progetto finalizzato a restituire dignità alle istituzioni cittadine, ad aprire il più possibile la partecipazione nella responsabilità della cosa pubblica, a dare un respiro diverso ad una città che è sempre stata capace di esprimere una leadership territoriale non solo in Calabria, ma nell’intero Mezzogiorno. E’ comunemente avvertita la necessità di dare discontinuità ad una pessima gestione amministrativa ed è per questo che il Pd ha deciso di puntare sull'esperienza e le indubbie qualità di un manager che ama la sua città e vuol mettersi al suo servizio. Il resto  sono polemiche strumentali che non devono distogliere la nostra attenzione dall’obiettivo principale: il bene di Cosenza".

Centrodestra in frantumi. La situazione si presenta alquanto difficile da decifrare, invece, centrodestra. Occhiuto rischia di pagare a caro prezzo la vicinanza alla coordinatrice regionale di Forza Italia Jole Santelli costatagli l'allontanamento di molti big dalla compagine. La diaspora dalla compagine di Berlusconi, infatti, prosegue a tutto vantaggio della coalizione di governo. Ennio Morrone ha sbattuto la porta nelle ultime ore perchè non si può stare in un partito "stalinista" nel quale chi non aderisce ai diktat della Santelli "è condannato all'oblio e all'emarginazione". Giacomo Mancini contribuisce da tempo a rafforzare Ala di Verdini. E' lapalissiano che la famiglia Gentile, comunque vadano le cose,  non  garantirà  mai appoggio all'ex sindaco di centrodestra, considerati gli screzi e le tensioni degli ultimi anni. Di conseguenza, la strada verso la riconferma per Mario Occhiuto, che dovrà fronteggiare  corazzate come quelle del governatore Oliverio e, soprattutto, di Nicola Adamo, si preannuncia ricca di insidie. (t.f.)