Quello di Michele D’Angelo è un nome di peso nel mondo dei coiffeur nazionali. Stimato ed apprezzato dai colleghi, è sempre stato al centro di iniziative rivolte al sociale (riguardanti in particolar modo i bambini e gli anziani), nonché portatore di idee sempre innovative.

Più volte è stato parrucchiere ufficiale di Miss Italia e Miss Italia nel Mondo, ed in queste occasioni ha rilasciato delle interviste andate in onda in prima serata su Rai1. Non solo, anche riviste prestigiose come Estetica, Zefiro, Milionaire e tante importanti testate regionali come il Quotidiano del Sud e la Gazzetta del Sud hanno avuto al loro interno degli articoli che lo riguardavano. È stato inoltre insignito, dal Maestro fondatore del Museo Nazionale della Coiffeur Tonino Scorpati, del prestigioso premio nazionale “Il pettine d’Oro” nel 2020.

Maestro, prima di parlare del nuovo format che ha ideato, parliamo un po' del suo lavoro. Com’è cambiato il suo settore da quando ha iniziato lei ad oggi?

La professione dei parrucchieri è cambiata moltissimo negli ultimi anni, sia per quanto riguarda i tagli che le colorazioni. Adesso ci sono molte più possibilità di sperimentare e di essere creativi, ma secondo me c'è un principio che resta sempre lo stesso: la semplicità.

Ciò che realizziamo in salone, come i tagli e le colorazioni, devono durare nel tempo e facilitare la gestione dei capelli a casa e nella vita quotidiana. I clienti stessi possono notare la differenza tra un taglio preciso e uno che invece richiede di essere ritoccato subito dopo. Personalmente, presto particolare attenzione al taglio perché mantenga la sua forma anche quando i capelli crescono. Tuttavia, questa precisione richiede tempo e non sempre è facile da conciliare con i ritmi frenetici della vita quotidiana. In salone, non guardo l'orologio, dedico ad ogni cliente il tempo necessario per ottenere il miglior risultato.

Come ha iniziato?

Ho iniziato a lavorare nel mondo dei parrucchieri che portavo ancora i pantaloncini corti... Una volta terminata la scuola di alta specializzazione di Firenze (Accademia Schwarzkopf), rientrato a Vibo Valentia, sentivo di avere dei sogni da realizzare e di voler avere un ambiente dove poter esprimere al meglio il mio talento. Così, all'età di 22 anni, ho deciso di aprire il mio primo salone in pieno centro a Vibo Valentia. Ho iniziato dal nulla, passo dopo passo e con tanti sacrifici ho realizzato il mio salone seguendo il mio istinto ed innovando sempre. Con il tempo il mio gruppo di clienti si è allargato fino a trasformarsi nel salone che abbiamo oggi, con clienti provenienti da tutta la Calabria che vengono a provare i nostri esclusivi trattamenti.

 Come nasce “Visionari”?

“Visionari" nasce dal desiderio di offrire un'esperienza unica ai miei clienti. Per raggiungere questo obiettivo, ho capito che non era sufficiente selezionare collaboratori di alto profilo con anni di esperienza. Bisognava fare qualcosa di più, qualcosa di diverso, qualcosa di innovativo, ricercare una soluzione nuova per far sentire gli ospiti del mio salone sempre più coccolati. Così sono partito da una semplice considerazione che ho appreso frequentando i saloni dei migliori hairstylist Italiani ed Internazionali: i clienti si sentono più sicuri e soddisfatti quando a servirli è il titolare del Salone. In questo, credo ci sia un aspetto psicologico ma anche un aspetto pratico e reale perché in effetti il titolare si impegna sempre al 100%, se deve sacrificarsi pur di soddisfare il cliente lo fa volentieri ed è spinto dal vento dell’ambizione. Non voglio dire che i collaboratori siano un male, anzi, io, per primo, ringrazio tutti i collaboratori che negli anni sono passati dai miei saloni. Credo che essi siano delle risorse di fondamentale importanza ed hanno fatto la fortuna di molti saloni, tuttavia sono convinto che un team formato da soli Soci titolari sia più performante facendo ottenere al cliente risultati migliori.

Ha cercato quindi dei soci per il suo Salone? Come ha trovato le persone giuste?

Esatto. Non appena ho avuto ben chiaro in mente questo nuovo format ho condiviso il progetto con il mio storico braccio destro Gisella Giacco con la quale, da più di 30 anni, condivido il mio percorso di vita. Sin da subito ci siamo adoperati a ricercare le giuste figure. La ricerca è durata più di un anno nel quale abbiamo incontrato davvero tante persone prima di selezionare i partner giusti. Alla fine ho trovato due splendide risorse: Antonio Piserà e Giulia Furchì che oggi ricoprono un ruolo importantissimo infatti Antonio si prende cura degli uomini nell’area maschile/barber shop, mentre Giulia gestisce l’area estetica. Abbiamo ancora molta strada da percorrere insieme ma i Feedback, molto positivi, che quotidianamente riceviamo dai nostri clienti ci fanno capire che stiamo andando nella giusta direzione.

Chi sono, oggi, i clienti del Salone “Visionari”?

Negli anni ho creato il mio gruppo di clienti che sono diventati dei veri e propri fan del Salone. Ad oggi abbiamo una clientela molto vasta con tante persone che vengono a trovarci periodicamente anche da fuori provincia. I nostri clienti sono molto esigenti e sono sempre alla ricerca di nuovi trattamenti esclusivi e nuove soluzioni per migliorare il proprio look. Pur di essere perfetti ed ordinati non guardano il prezzo e non gli pesa pagare qualcosa in più rispetto ad altri parrucchieri e questo ci permette di poter dedicare il giusto tempo, la giusta attenzione e, soprattutto, di poter utilizzare prodotti di altissima qualità senza badare a spese. Avremmo pure potuto avere dei prezzi più accessibili aumentando il numero di clienti e magari guadagnando di più, ma questo avrebbe trasformato il nostro centro in una fabbrica di servizi super veloci. Questo approccio da catena di montaggio è la cosa peggiore che possa esistere e va contro alla nostra nuova filosofia lavorativa perché, per noi, il cliente è prezioso - come un gioiello - ed il nostro obiettivo è quello di renderlo più brillante possibile.

Ci racconti un aneddoto, qualcosa di particolare che le è successo nel suo salone…

In più di 30 anni di esperienza, tutti vissuti a stretto contatto con i miei clienti, potete immaginare quante situazioni particolari ho vissuto, alcune davvero molto imbarazzanti. Voglio raccontarvi una cosa che mi è successa che mi ha fatto davvero molto piacere riempiendomi d’orgoglio. Nel settembre del 1998 venne nel mio salone una turista americana, molto facoltosa, in visita con la sua barca nel porto di Vibo Marina. Al porto, dei miei clienti, le avevano segnalato il mio salone. Venne a trovarmi, nonostante riuscimmo a comunicare poco (lei parlava pochissimo l’Italiano ed io ancor meno l’inglese), alla fine le ripresi il colore che aveva già in testa e le feci un nuovo taglio che le stava benissimo…

Volete sapere la cosa più incredibile?  Nel 2012 (quattordici anni dopo) la stessa signora mi fece chiamare dal suo Staff dicendomi che, trovandosi a Roma per qualche giorno, voleva che io la raggiungessi per risistemarle il colore. Purtroppo non accettai perché avevo tanti appuntamenti e non trovavo corretto rinviarli.  Ma non avrei mai immaginato che dopo 14 anni quella signora si trovò così bene da propormi di raggiungerla a Roma.

Ha qualche rimpianto?

Non ho grandi rimpianti perché credo di aver preso quasi tutti i treni importanti che mi sono passati davanti nella mia vita. Ma c’è stato un evento che spesso mi ritorna in mente ed è successo a Roma nel marzo del 2002. Mi trovavo lì in occasione di un servizio per Miss Italia nel Mondo andato poi in onda su Rai Uno. In quelle occasioni incontrai il collega Sergio Valenti noto stilista - parrucchiere dell’alta moda Italiana. Di giorno lavoravamo con delle modelle bellissime e di sera partecipavamo agli eventi organizzati dai vari sponsor. Nonostante si lavorasse per tantissime ore con i tempi sempre strettissimi e si dormiva per poche ore a notte ci divertivamo davvero tanto.

Durante una pausa il maestro Sergio Valenti mi disse che a breve avrebbe lanciato una nuova collezione di accessori per l’Alta Moda e che si sarebbe dedicato maggiormente a questo progetto. Mi propose quindi di gestire il suo salone romano: un salone importante, frequentato da attrici della Tv e del cinema, sito in via del Babuino (la via che fa angolo con Piazza di Spagna) esattamente sopra la Gioielleria Damiani (adesso credo ci sia Tiffany se non erro).  Ci pensai per qualche settimana, tuttavia, alla fine ho declinato per amore della mia terra e come segno di gratitudine nei confronti della mia clientela che mi ha tributato sempre altissima considerazione.  Non mi sono mai pentito di questa scelta anche se, ogni tanto ripensandoci, mi chiedo come sarebbe stata oggi la mia vita se avessi accettato.

Se potesse viaggiare nel tempo ed incontrare se stesso a 18 anni cosa gli direbbe?

Gli direi “Michele, fatti le valigie ed il passaporto e fai un viaggio intorno al mondo. Crescendo non riuscirai mai a trovare il tempo per farlo perché non avrai mai più la stessa spensieratezza che hai ora. Puoi farlo solo adesso. Perché sei libero e svincolato da ogni responsabilità.  Quindi, esplora. Impara per poi prendere decisioni più oculate. Parti per tre/quattro anni, poi torna e comincia la tua vita.”

Il mio lavoro mi ha permesso di viaggiare tanto ma se incontrassi me stesso a 18 anni lo convincerei a viaggiare molto di più. Ed è proprio ciò che ho consigliato a mio figlio Antonio: quando mi ha parlato del suo progetto di realizzare camicie sartoriali, l'ho abbracciato e gli ho detto che bisognava subito mettersi all’opera. Abbiamo preso un po’ di informazioni ed abbiamo organizzato le prime cinque tappe del suo viaggio formativo che lo porteranno nelle migliori piazze sartoriali del mondo: Parigi, Barcellona, Londra, Firenze e Napoli. In attesa del prossimo viaggio sta già frequentando le più prestigiose sartorie calabresi.

Il mio obiettivo futuro è quello di aiutarlo a realizzare il suo sogno: arrivare nell'alta moda mondiale. Credo che una vita senza sogni non valga la pena di esser vissuta.

Prima di finire, cosa vuol dire ai giovani?

Ai giovani consiglio ovviamente di studiare, studiare ed ancora studiare

Chi vuole intraprendere questa professione e vuole farlo ad alto livello deve dimostrare di avere un buon background culturale perché i clienti preferiscono interfacciarsi con un Artigiano colto. Occorre diventare il professionista giusto per il cliente giusto. È fondamentale imparare il mestiere e le lingue ed imparare ad ascoltare il cliente.

Bisogna evitare di voler raggiungere l'obiettivo il più velocemente possibile ma di puntare verso la perfezione. I clienti cercano attenzione e cura, cercano soluzioni personalizzate e non vogliono sentirsi in una catena di montaggio quando entrano in un salone. Se si presta la massima attenzione, questo viene percepito e apprezzato. Il nostro, è un settore dove non ci si deve sentire mai arrivati e nel quale non bisogna mai smettere di formarsi e di mettersi in gioco.

Lo stimolo è che bisogna provare a migliorarsi sempre anche se mancano solo dieci giorni alla pensione.

Suggerisco anche di non trascurare mai la passione per la cultura perché mi ha migliorato tantissimo nel dialogo con i clienti. Colgo l’occasione per ringraziare due insegnanti che per me sono stati illuminanti e che mi hanno trasmesso, ulteriormente, l’amore per lo studio: il professore di Diritto Foca Grillo e l’insegnante di Lettere classiche Maria Sangiorgio, marito e moglie.