La Reggina sogna la Serie A. Gallo regala Menez ai tifosi (VIDEO)
L'annuncio è arrivato alla fine, al termine della conferenza stampa tenutasi oggi pomeriggio allo stadio "Granillo" di Reggio Calabria. "Jeremy Menez è un nuovo calciatore - annuncia il presidente della Reggina Luca Gallo - ha firmato un contratto triennale. Arriverò venerdì a Catania, mentre sabato sarà presentato a stampa e tifosi con quest'ultimi che potranno incontrarlo allo store evitando però assembramenti".
E' il giorno della vittoria, il giorno in cui il vulcanico presidente della Reggina decide di parlare, decide di esternare le proprie sensazioni alla stampa reggina presente sul manto erboso del "Granillo". Tanti gli argomenti sul tappeto: il cammino che ha portato la compagine di mister Toscano a dominare il campionato, il tema legato alle infrastrutture (il futuro del Granillo, il centro sportivo Sant'Agata), la polemica innescastasi dopo la maglietta indossata in occasione del derby di andata contro il Catanzaro, il futuro ed il sogno della Serie A
Sulla promozione. "Appena mi hanno detto che eravamo stati promossi, ho pensato alla gente di Reggio, ai bambini, alle nuove generazioni. Quando sono arrivato qui c’era un distacco verso le vicende della Reggina e pensavo molto alla nostalgia di un tempo che magari poteva non tornare più. Si pensava questo, ed era molto brutto. Al Sant’Agata, in ogni centimetro della struttura, sto facendo in modo che ci sia il nostro marchio per un senso di appartenenza alla città. Tutto si deve confondere e unire. Il merito è di tutti, staff, dirigenti e calciatori, anche se il mio nome rimarrà scritto nei libri".
Sulla polemica della maglietta. "Sono stato deferito per 45 giorni e presumo che ho fatto qualcosa di grave... . Tante persone si sono espresse sulla maglietta senza conoscerli, in molti hanno detto che si vergognavano perché io indossavo la maglietta... Io vengo da una città che fa dell'ironia la propria arma, ma su quella maglietta mi ha infastidito la critica della stampa di Reggio. Fuori Reggio é normale, ma qui a Reggio che qualcuno possa essersi schierato contro quella maglietta mi ha infastidito parecchio. La Reggina deve essere una squadra antipatica,amata dentro le mura e odiata fuori. In inverno hanno detto tante cavolate contro la Reggina, hanno fatto a gara. Non ho mai nominato il nome di un'altra squadra, poi tiro quella maglietta e mi arriva di tutto, ma da fuori Reggio é normale sia così, ma dentro Reggio non la concepisco ed ecco perché mi sono allontanato in disparte. Non avevo preventivato le critiche della stampa reggina, é stato come un cazzotto in faccia, la frase non era diretta a nessuno".
Il futuro. "Il 30% del progetto era la salita in B. Il mio sogno è quello di portare la Reggina in serie A, non mi nascondo. Arriveremmo a 70%, poi manca il 30%. La tifoseria si deve legare alla squadra, io sono temporaneo, io prima o poi non ci sarò. Tutti i presidenti molto più bravi di me sono andati via, andrò via anche io. Riconfermo che quando andremo in A lasceró, ogni cosa ha un inizio e una fine. La Reggina per me è una donna, é sentimentale. Sono stato accolto benissimo, mi sento a casa a Reggio, sono un ospite di questa città. Sono arrivato dal nulla, arriverà il momento in cui andrò via, non sono qui per speculare. Sono venuto qui per una ragione sentimentale, per un motivo che risale a tanto fa. Quando arriverò in A lo dirò".
Non è mancata, alla fine, la foto di rito con i fotografi: il presidente Gallo alza la coppa della vittoria del campionato insieme a mister Toscano ed al ds Taibi.
