In aula, la proposta è stata illustrata dal relatore, il consigliere regionale di Azione Francesco De Nisi, che assieme al collega di partito Giuseppe Graziano ha presentato in Consiglio regionale la proposta di legge rubricata “Modifica dei confini territoriali dei Comuni di Filadelfia, Francavilla Angitola e Polia della provincia di Vibo Valentia”. Unproposta – ha spiegato De Nisi - «finalizzata ad accogliere la richiesta di alcuni cittadini residenti nelle frazioni vicine al comune di Filadelfia, ma non in esso ricadenti e che, per tale vicinanza, usufruiscono di fatto di tutti i servizi del Comune limitrofo che vivono con senso di appartenenza. Evidenzia che si tratta di una sorta di regolarizzazione dello stato di fatto e auspica che l’iter prosegua celermente».

Nel corso dell’ultimo consiglio regionale, approvato dall’aula, De Nisi ha dato lettura del provvedimento, con il quale, di fatto, si propone un referendum consultivo obbligatorio, limitato ai soli elettori residenti nelle contrade Fria del Comune di Francavilla Angitola e ai cittadini residenti nelle contrade Piano Bosco, Pantani e Fellà del Comune di Polia.

Una proposta stigmatizzata in aula, dal Partito Democratico e, in particolare, dal consigliere regionale Raffaele Mammoliti. «Non condivido l’obiettivo che i consiglieri proponenti si prefiggono di realizzare con la proposta, ritenendo opportuno il confronto anche con le comunità che non condividono la modifica territoriale. Sono da prediligere le fusioni o unioni di Comuni anziché le modifiche di confini che rischiano di depauperare ulteriormente, dal punto di vista demografico, alcuni comuni a vantaggio di altri. Per esempio, il sindaco di Francavilla Angitola ha espresso parere contrario alla modifica dei confini a nome di tutta la cittadinanza», ha commentato il consigliere dem, prima della replica di De Nisi. «In particolare i bambini dei territori interessati frequentano la scuola e svolgono, prevalentemente, la loro vita sociale nel Comune di Filadelfia, reputa opportuno procedere alla regolarizzazione, dal punto di vista amministrativo, di una situazione, di fatto, già esistente», ha concluso De Nisi, prima del voto dell’aula che ha approvato il provvedimento.