Dopo le polemiche generale delle dichiarazioni di Rosario Crocetta, faccia a faccia a palazzo Campanella tra i presidenti dei rispettivi Consigli regionali Irto e Ardizzone

Un faccia a faccia dai toni concilianti dopo le “estemporanee” esternazioni del presidente della Regione Sicilia, Rosario Crocetta, e la decisione di fissare al termine del prossimo mese la prima riunione della Conferenza permanente interregionale per il coordinamento delle politiche dell’Area dello Stretto. Sembrano essersi stemperate in riva allo stretto le tensioni tra Sicilia e Calabria in ordine all’accorpamento delle due autorità portuali fomentate dalle recenti dichiarazioni del governatore Crocetta.

A palazzo Campanella. Questa mattina il presidente del Consiglio regionale della Sicilia, Giovanni Ardizzone, è stato ricevuto a Palazzo Campanella dal suo omologo calabrese, Nicola Irto, e dal consigliere delegato alla conferenza, Domenico Battaglia. “Nessun passo indietro” è stata la parola d’ordine del colloquio che ha avuto come importante esito, la convocazione della prima riunione della conferenza permanente interregionale fissata per il prossimo 29 febbraio. Lo stesso presidente Ardizzone che si era immediatamente precipitato a gettare acqua sul fuoco dopo le “inopportune” dichiarazioni del governatore Crocetta ha oggi confermato “la convinzione e la determinazione sul processo di raccordo tra le due realtà che, in quanto avvenuto con legge regionale, ha il supporto della massima democrazia e della condivisione. Con il presidente Irto e con il consigliere delegato Battaglia – ha continuato Ardizzone - siamo in perfetta sintonia, consapevoli di grandi scenari che s'aprono e delle preziose opportunità in termini di sviluppo della governance del territorio. In questo contesto, Gioia Tauro resta una grande ed insostituibile risorsa in ottica euromediterranea: unica struttura portuale del Sud Europa, sulla quale ha dimostrato di credere il Governo nazionale che ha avuto il merito di mantenere, per questa via, unito lo Stretto contro una politica di crescita a lungo incentrata sui porti del Nord”.

Sulla stessa linea d'onda. Conferme sulla volontà di procedere verso un “percorso incentrato su politiche di prossimità tra le due città metropolitane” sono arrivate anche dalla parte opposta della riva. Il consigliere regionale, Domenico Battaglia, con deleghe alla conferenza ha chiarito come “gli strumenti legislativi individuati ad hoc aiutino a fare chiarezza e supportino le esigenze di accordo interistituzionale tra le due sponde”.

Passo indietro diplomatico. Si era affrettato il presidente del consiglio regionale della Sicillia, Giovanni Ardizzone, a prendere le distanze dalle parole pronunciate dal governatore Crocetta che avevano contribuito ad alimentare le polemiche sulle due sponde dello stretto. Il presidente della Regione Sicilia aveva infatti dichiarato di temere l’estendersi di “infiltrazioni mafiose della ‘ndrangheta” con l’accorpamento delle due Authority. “Da messinese e da siciliano – ha immediatamente fatto un passo indietro il presidente Ardizzone – che si sente leso ogni qual volta si parla della nostra isola come terra dove è impossibile fare investimenti a causa della mafia, voglio chiedere scusa ai cittadini calabresi per le improvvide e inopportune dichiarazioni del presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta”.