Finanziamenti alla 'ndrangheta, coinvolti uomini legati ai clan di Vibo (NOMI)
Un importante sviluppo giudiziario ha colpito Banca Progetto, istituto di credito oggi sotto amministrazione giudiziaria a causa di una presunta contaminazione criminale. L'inchiesta ha rivelato come la banca sia stata utilizzata come "strumento" per facilitare l'accesso al credito a uomini legati alla 'ndrangheta, tra cui Maurizio Ponzoni ed Enrico Barone, quest'ultimo collegato alla cosca Tripodi di Vibo Valentia. La decisione di affidare la gestione dell'istituto a un amministratore giudiziario, con un provvedimento definito "storico", rappresenta una svolta significativa nella lotta contro le infiltrazioni mafiose nel settore bancario.
Secondo quanto riportato dalla Gazzetta del Sud, l’inchiesta si concentra su presunti finanziamenti ottenuti da società riconducibili a Ponzoni, erogati da Banca Progetto con garanzia statale. Il denaro sarebbe stato poi fatto confluire in diverse società, alcune delle quali intestate a prestanome, attraverso fatture false. Le dichiarazioni dello stesso Ponzoni ai giudici hanno contribuito a chiarire la dinamica delle operazioni finanziarie sospette. Al pm che gli chiedeva se si trattasse di fatture false, Ponzoni ha risposto senza esitazioni: «Tutto falso».
La Sezione misure di prevenzione del Tribunale di Milano ha sottolineato, nei propri atti, la condotta omissiva dell’istituto bancario, accusato di aver permesso a soggetti vicini alla criminalità organizzata di accedere facilmente al credito. Gli inquirenti hanno descritto queste situazioni come «tossiche», tanto da rendere necessaria la nomina dell’amministratore giudiziario Maria Pezzuto, che avrà il compito di rafforzare i controlli interni e supervisionare l’operato del management per un periodo di un anno. Una prima udienza per verificare il progresso dell’amministrazione giudiziaria è stata fissata per il 25 febbraio 2024.
Banca Progetto, dal canto suo, ha prontamente smentito le accuse, chiarendo che né l’istituto, né i suoi dipendenti o esponenti, sono sotto indagine. In un comunicato ufficiale, la banca ha ribadito che non si tratta di un commissariamento e ha rassicurato i propri clienti e stakeholder che l'attività proseguirà regolarmente.
