#STORIE | Uncinetto: una tradizione che unisce... per beneficenza
"Postando un annuncio in cui spiegavamo la nostra intenzione di creare una piccola bancarella di beneficenza, ci siamo ritrovati con più di mille lavori realizzati a mano"
Unisce intere generazioni, nei territori aggrega tramandando valori, ma è quando "produce" solidarietà che diventa una sorta di opera d'arte. Perché la tradizione è capace di dare vita a dei piccoli miracoli, di creare delle occasioni positive, attraverso cui portare nella società delle esperienze umane del tutto nuove. Ed è così, muovendosi sui passi di una tradizione, che ha preso vita un'idea all'apparenza piccola, dai risvolti invece importanti per il Vibonese.

Il racconto. "Tutto è iniziato - racconta l'ideatrice del progetto Giusy Milidoni - da una tradizione, da uno dei lavori più cari per le antenate calabresi: l'uncinetto". Rosanna Mazzeo, sua madre, di quest'arte ne ha fatto una passione, al punto da decidere di aggregare le tante appassionate come lei in un gruppo facebook, "Uncinetto che passione", per mezzo del quale più di 20mila persone di scambiano idee e lavori. "E' proprio grazie a queste 20mila persone - aggiunge Giusy - che è stato possibile mettere in atto l'idea che abbiamo avuto". "Postando un annuncio in cui spiegavamo la nostra intenzione di creare una piccola bancarella di beneficenza, tantissime persone si sono offerte di inviare dei piccoli lavori, anche un semplice centrino, e in pochi giorni, ci siamo ritrovati a casa più di mille lavori realizzati interamente a mano provenienti da tutta Italia". Si è attivata, insomma, una vera e propria catena di beneficenza che ha trovato quest'anno, per la seconda volta consecutiva, la sua giusta collocazione.

La bancarella di beneficenza. Queste meraviglie sono state infatti presentate ieri a Pannaconi su una bancarella di beneficenza, in occasione della 'Sagra di Fileja', "ed è anche grazie a questo paese che ci ha accolti - precisa Giusy - che possiamo rendere possibile tutto questo. In particolare vorremmo ringraziare il parroco don Felice Palamara, il priore Giuseppe Cafaro, la nostra collaboratrice e amica Franca LoPreiato e tutta la confraternita "Maria Santissima della Lettera". I ringraziamenti più speciali vanno però a chi ha deciso di partecipare al progetto, perchè - dice - solo grazie al contributo altrui la nostra idea potrà concretizzarsi a 360 gradi, per raggiungere un unico obiettivo: devolvere l'intero ricavato in beneficenza". A volte basta poco, una tradizione sola per esempio, per aiutare il prossimo.





