Lido "La Rada" di Vibo Marina, Consiglio di Stato sospende gli ordini di demolizione
Il Consiglio di Stato ha accolto le ragioni de “La Rada s.r.l.”, società proprietaria del lido "La Rada" di Vibo Marina, nell'appello proposto dall'avvocato Alessio Colistra contro il Comune di Vibo Valentia. Il Consiglio di Stato ha sospeso gli effetti degli atti emessi dal Comune e della sentenza del Tar Calabria, che aveva stabilito la legittimità degli ordini di demolizione (tutti tranne uno) in merito a presunte violazioni edilizie al’interno dello stabilimento balneare, rinviando per la decisione di merito all’udienza del 21 gennaio 2021.
Resistenza del Comune "ormai da 20 anni".
"Come auspicato nel marzo 2020 - ha commentato il socio e noto imprenditore Francesco Cascasi - registro con soddisfazione la decisione del Consiglio di Stato che evidentemente ha colto le anomalie consumate nell’attività di accertamento operato dal Comune di Vibo Valentia che, con una scansione temporale accelerata, ha effettuato una serie di verifiche ed ha assunto una sequela di atti chiaramente orientati per ottenere la sospensione e la chiusura dell’attività pur non sussistendone i presupposti. Non ritorno sulla questione di merito relativa alla natura di opere amovibili o pertinenze o sul fatto che ogni intervento risulta essere stato autorizzato o comunicato all’Autorità competente ma mi preme segnalare come sta diventando oltremodo difficile continuare ad impegnare rilevanti risorse finanziarie per lo sviluppo di attività d’impresa nel settore turistico quando si registra la cronica resistenza dell’Amministrazione comunale che prosegue ormai da venti anni".
In attesa di una concessione chiesta nel 2000.
"Ricordo - prosegue Cascasi - che è ancora sottoposta al vaglio della Conferenza dei servizi la richiesta di concessione demaniale marittima presentata nel 2000 per la realizzazione di un pontile per nautica da diporto in ordine alla quale sono stati presentati molteplici ricorsi al Tar, anche per risarcimento del danno, oltre che denunce all’Autorità giudiziaria penale e sulla quale si è poi innestato un episodio di estorsione al vaglio del processo Costa Pulita". Per un’altra richiesta di concessione presentata nel 2005, sottolinea poi l'imprenditore, "sono in attesa della pronuncia del Tar dopo una prima decisione favorevole del giudice amministrativo e avente ad oggetto gli stessi spazi che avrebbero dovuto essere occupati per il mega progetto del muro paraonde, per fortuna naufragato visto che si trattava di opera non finanziabile da parte del ministero dello Sviluppo Economico". A tutto ciò si aggiunge anche la richiesta di messa in sicurezza "di un immobile per ristrutturazione edilizia da destinare ad albergo nel Porto di Vibo Marina è stata negata e anche su questo è pendente il ricorso al Tar Calabria".
La Rada va avanti a costo di continui contenziosi giudiziari.
Da ultimo, "per l’unica struttura operante rispetto ai miei progetti d’investimento che avrebbero creato - sottolinea l'imprenditore - un indotto occupazionale di 150 persone è attiva soltanto La Rada (oggi occupa 21 persone) che resiste a costo di un continuo contenzioso giudiziario e che deve anche subire l’assurda perimetrazione delle curve di rischio previste dal Piano di Emergenza Esterno". La speranza, esplicitata, è che l'Amministrazione Limardo "voglia finalmente liberarsi da quelle incrostazioni di interessi e protezioni che gravano sul Porto di Vibo Marina e che hanno impedito in questi anni di favorire sviluppo e occupazione".
Prendere atto della vocazione turistica di Vibo Marina.
"Non servono mediazioni, tentennamenti o timidezze" afferma Cascasi, che spiega: "Basta semplicemente prendere atto della vocazione turistica e di accoglienza di Vibo Marina ed agire di conseguenza eliminando tutto ciò che è incompatibile con questa destinazione, verificare i progetti in atto e favorirne, nel rispetto della legalità, la loro esecuzione procedendo anche, dove occorra, a rimuovere tutti di atti amministrativi assunti negli anni scorsi che, orientati a mantenere le situazioni di privilegio o come nel mio caso impedire l’apertura di nuove attività, hanno chiare connotazioni di illegittimità o di inopportunità. Cominciando fin da subito nel chiedere al prefetto e alle autorità interessate di voler con celerità rimettere mano al Piano di Emergenza Esterno non essendo possibile che occorrano degli anni prima che si possa valutare compiutamente se lo stabilimento della Meridionale Petroli sia compatibile o meno con il primario interesse pubblico alla fruizione della spiaggia, senza alcun limite, di Via Vespucci ovvero, laddove questa compatibilità non vi sia, decidere di spostare l’ubicazione dello stabilimento in altra sede liberando una area fondamentale per la fruizione pubblica".
La sfida "ambiziosa" dell'Amministrazione comunale.
"Occorre ampliare l’offerta della ricezione turistica aprendo l’accesso al Porto per i diportisti e favorire l’accoglienza alberghiera ed una ristorazione di qualità con effetti benefici su tutta la costa e anche sulla città alta consentendo così anche al capoluogo di ritrovare la sua identità culturale che pare aver smarrito negli anni". "Questa - conclude Cascasi - è la sfida ambiziosa alla quale è chiamata a confrontarsi l’Amministrazione comunale. Vedremo se ne sarà capace".
