"Come già esposto in varie commissione consiliari, è sconcertante quanto continuano ad essere approssimative le dichiarazioni della Giunta che pur non addebitarsi responsabilità proprie, pensano di essere abili nel trasferirle ad altri. È il caso del disastro sulle strade cittadine che da mesi registrano situazioni di abbandono, rendendole poco sicure a causa dei grossi crateri che le interessano, a cospetto dei poveri automobilisti e pedoni". E' quanto afferma in una nota il consigliere comunale di Azione Giuseppe Russo.

Le strade cittadine piene di buche, secondo la Giunta comunale, sono "da imputare ai lavori che si stanno eseguendo per il passaggio della fibra e del metano, dimenticando o meglio facendo finta di dimenticare che il permesso per tali operazioni, che richiedono la rottura del manto stradale, sia rilasciato dagli stessi uffici comunali che di fatto hanno l'obbligo di verificare, prima di rilasciare ulteriori autorizzazioni, la effettiva correttezza dei lavori di ripristino del manto stradale . Ma non è tutto. Perché molte di queste buche esistenti anche per via delle piogge abbondanti dell'ultimo periodo persistono da parecchi mesi e nulla c'entrano con i lavori della fibra e del metano, ma certificano soltanto una totale assenza di manutenzione stradale".


La domanda che Russo si pone "prima da cittadino vibonese che vive la città giornalmente e solo dopo da amministratore: ma la Giunta pensa che siamo tutti degli imbecilli e per tale motivo si sente titolata a rilasciare certe  dichiarazioni pubbliche? Oppure con tali dichiarazioni cerca di limitare i danni subiti giornalmente tutti gli utenti della strada. Ad ogni modo invito gli amministratori ad avere più contezza nelle loro affermazioni, magari semplicemente facendo un giro a piedi per le vie della città ed intervenire fattivamente e con onestà intellettuale, con ogni mezzo disponibile per rendere più sicure le citate strade, limitandosi alla mera risoluzione del problema e non catapultando responsabilità proprie verso altri soggetti che non hanno certamente come atto prioritario il benessere cittadino, bensì la conclusione di una opera per la quale sono giustamente retribuiti".