'Ndrangheta e traffico di droga, stangata per la cosca. Raffica di condanne (NOMI)
Oltre 140 anni di reclusione sono stati inflitti dal Tribunale di Crotone a quattordici imputati condannati per reati che vanno dall’associazione mafiosa all’estorsione, dal traffico di droga alla detenzione di armi, mentre otto persone sono state assolte. Tra di loro anche i boss di Rocca di Neto, Pietro Corigliano e di Papanice, Domenico Megna. Una sentenza che riduce di molto le condanne chieste dalla pubblica accusa.
Il processo nasce da un'inchiesta, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia e eseguita nel dicembre 2022 svolta in collaborazione con l’FBI, che aveva portato a 18 fermi su 32 indagati e svelato una rete criminale radicata nella Valle del Neto, capace di gestire traffici di stupefacenti con ramificazioni negli Stati Uniti e di imporre il pizzo a numerose imprese locali.
Gli investigatori hanno documentato un metodo di riscossione del pizzo particolarmente insolito: le vittime ordinavano vassoi di cornetti in un bar della zona, dietro i quali si celava il pagamento delle somme richieste: 2.000 euro al mese.
La sentenza ha riconosciuto Pietro Corigliano come vertice della ’ndrina di Rocca di Neto, infliggendogli 19 anni e 6 mesi di reclusione per associazione mafiosa, estorsioni, porto e detenzione di armi e danneggiamenti. Tra i condannati anche Domenico “Mico” Megna, a 14 anni e 6 mesi, per le estorsioni. Condannati per associazione mafiosa diversi appartenenti alla cosca Comito-Corigliano di Rocca di Neto tra cui: Umberto Comito (16 anni), Pietro Marangolo (18 anni), Pantaleone Marino (16 anni) e Giuseppe Martino Zito (11 anni). Le altre condanne sono per estorsioni, armi, danneggiamenti e droga con pene tra i 3 e i 9 anni.
Per altri esponenti della cosca Comito-Corigliano, coinvolti soprattutto nel narcotraffico con gli Usa, si erano già svolti processi con rito abbreviato, conclusi con condanne in Appello fino a 20 anni.
