Guida alla saldatura: i difetti più comuni e come evitarli
I difetti di saldatura sono una tematica che interessa soprattutto i saldatori hobbisti e i principianti.
In questo articolo esamineremo nella maniera più concisa e chiara possibile alcuni dei difetti più comuni e come fare per evitarli, visto che questi incidono negativamente sulla tenuta dei giunti e, di conseguenza, sulla qualità stessa del lavoro del saldatore.
È bene ricordare, inoltre, che ogni tipo di saldatura ha le sue problematiche specifiche, che sono derivate appunto dalla metodologia usata; la saldatura a filo, per esempio, causa soltanto un certo tipo di difetti mentre è immune da altri, e lo stesso discorso si applica ai processi di saldatura a elettrodo, ad attrito, a lama calda, ossiacetilenica e via dicendo.
Le inclusioni
Questa tipologia di difetto affligge tanto la saldatura a elettrodo quanto quella a filo animato, ed è suddivisa a sua volta in due tipologie: le inclusioni gassose e quelle solide.
Le inclusioni gassose danno origine a delle cavità che si creano nel bagno di fusione e permangono dopo il suo raffreddamento; la dimensione e la forma di queste cavità possono variare dai semplici pori di forma tonda con dimensioni inferiori a un millimetro fino alle soffiature e ai tarli, che hanno forma allungata o vermicolare e dimensioni che possono superare il millimetro.
Questo tipo di difetto è dovuto soprattutto ai gas che si producono in seguito alle reazioni chimiche che avvengono nel bagno di fusione, che a loro volta sono riconducibili alla presenza di scorie, oppure sono causate direttamente dalla camicia di gas protettivo o dal filler.
Per evitare le inclusioni gassose, quindi, è bene utilizzare sempre elettrodi, filler e gas di protezione di alta qualità, privi di imperfezioni o impurità, pulire bene le parti da saldare e sottoporle a preriscaldamento, evitare di esporre la zona di saldatura a correnti d'aria e di muovere la torcia, o l'elettrodo, con troppa velocità.
Le inclusioni solide, invece, sono dei difetti tipici dei processi di saldatura a elettrodo e a filo animato, e sono costituite da materiale metallico e non metallico, che finisce intrappolato nel metallo di apporto, oppure tra quello base e quello di apporto. Le scorie possono staccarsi dall'elettrodo, quando questo viene a contatto con il bagno di fusione.
A differenza di quelle gassose, le inclusioni solide sono causate soprattutto dall'inesperienza e dall'errato maneggio dell'elettrodo, o della torcia di saldatura; l'unico modo per evitarle, quindi, è prestare la massima attenzione fin dal primo momento, e avere cura di controllare sempre il gas schermante e di pulire la zona di saldatura dopo ogni passaggio.
Le cricche
Il termine cricca, invece, è adoperato per indicare un tipo di lesione dovuta ad autotensioni generate da repentine e consistenti variazioni termiche nel giunto di saldatura; di conseguenza questo tipo di difetto è generato soprattutto nei procedimenti MIG/MAG, dove il bagno di fusione raggiunge temperature molto alte.
Dal momento che le saldatrici MIG/MAG sono sempre più diffuse anche in ambito hobbistico (e, in proposito, ecco alcuni dei modelli più apprezzati), le cricche rappresentano un problema abbastanza comune, soprattutto tra i principianti. Anche in questo caso, inoltre, esistono due tipi di difetto: le cricche a caldo e quelle a freddo.
Le cricche a caldo si presentano sotto forma di fratture che si creano durante la fase di solidificazione del giunto, indipendentemente dal metallo saldato, e possono essere causate da scorie e altre impurità che hanno un punto di fusione molto più basso rispetto a quello del bagno, oppure da un materiale base ad alto tenore di carbonio.
Per evitare la loro formazione è indispensabile pulire bene i lembi da saldare, in modo che il bagno di saldatura non sia contaminato, ed eseguire il lavoro in modo tale da ottenere un raffreddamento rapido.
Le cricche a freddo, invece, si presentano sempre sotto forma di fratture nel cordone di saldatura; queste però non si generano durante il processo di solidificazione ma solo quando il giunto si è raffreddato completamente. A differenza delle cricche a caldo, inoltre, quelle a freddo non sono circoscritte alla zona del giunto, ma tendono a propagarsi anche al metallo sottostante.
Le cause delle cricche a freddo sono più complesse in quanto dovute all'interazione di più fattori: umidità, creazione di zone di tempra dovute a un raffreddamento precoce del giunto, e presenza di tensioni residue. Le cricche a freddo sono comuni nelle saldature di acciai al carbonio, al cromo-molibdeno e in genere a matrice ferritica o martensitica, mentre gli acciai austenitici ne sono esenti.
Per evitare questo tipo di difetto bisogna utilizzare materiali d'apporto ben essiccati e gas deumidificati, si devono preriscaldare i lembi da saldare e lavorare a vuoto per evitare la formazione di vapore; inoltre è consigliabile usare elettrodi basici, in quanto reagiscono con l'idrogeno evitando che si condensi e formi umidità.
