Studentessa uccisa da infermiere vibonese: chiesta la conferma dell'ergastolo (NOMI)
Il presunto stress causato dalla pandemia non basta a ridurre la pena per Antonio De Pace, l’infermiere che il 31 marzo 2020 ha ucciso la fidanzata Lorena Quaranta a Furci Siculo, nel Messinese. Lo ha ribadito il sostituto procuratore generale di Cassazione, Simonetta Ciccarelli, chiedendo il rigetto del ricorso della difesa, che invocava attenuanti legate alla prima fase del Covid.
Lo scorso novembre, la Corte d’Appello di Reggio Calabria aveva già confermato l’ergastolo, dopo che la Cassazione aveva chiesto di riesaminare la possibilità di riconoscere le attenuanti. Ma anche per i giudici calabresi lo stress emotivo non giustifica uno sconto di pena. La decisione definitiva della Suprema Corte è attesa in serata.
