Furgiuele lascia la Lega dopo 12 anni: il deputato calabrese aderisce a Futuro Nazione
Il parlamentare annuncia l’addio al partito di Salvini e sceglie il movimento guidato dal generale Vannacci. Una decisione maturata dopo una lunga riflessione e affidata a un messaggio pubblicato sui social
Dopo oltre un decennio di militanza politica, Domenico Furgiuele volta pagina. Il deputato calabrese ha ufficializzato la sua uscita dalla Lega, partito nel quale ha costruito gran parte del proprio percorso istituzionale e politico, annunciando contestualmente l’adesione a Futuro Nazione, il progetto promosso dal generale Roberto Vannacci.
L’annuncio è arrivato attraverso una lunga riflessione affidata ai social network, dove il parlamentare ha spiegato le ragioni di una scelta che definisce sofferta ma inevitabile. Una presa di posizione che segna una delle più significative novità nel panorama del centrodestra calabrese, considerato il ruolo svolto da Furgiuele nella crescita e nel radicamento della Lega nel Mezzogiorno.
Nel messaggio pubblicato online, il deputato ha motivato la sua decisione con parole particolarmente nette:
“Ci sono momenti nella vita – scrive Furgiuele – in cui bisogna avere il coraggio di lasciare ciò che si ama quando non lo si riconosce più. Dopo dodici anni, lascio la Lega. Non è una decisione improvvisa. È una scelta meditata, rinviata più volte. Ho cercato dentro di me e nel confronto con chi si sta occupando del partito negli ultimi tempi, motivi per restare, ma non ne ho trovati. A febbraio decisi di riporre fiducia nelle parole del Segretario a cui va la mia riconoscenza per il percorso fatto, ma nulla è cambiato. Ho chiesto alla mia comunità militante di trovare una motivazione, un appiglio per restare, ma nulla! Troppa l’amarezza, troppa la delusione!”.
Tra gli aspetti centrali della sua riflessione vi è il giudizio sull’evoluzione politica del partito. Furgiuele sostiene infatti di non riconoscersi più nella Lega attuale, richiamando la propria adesione del 2014 come una scelta compiuta in un contesto completamente diverso.
“la Lega nella quale entrai nel 2014 – afferma – non è più quella di oggi. Almeno non alle nostre latitudini. La Lega di oggi è quella che si definisce post ideologica, è quella che rinnega un percorso di 12 anni. È quella dei manifesti ideologici che apre ai capricci Lgbt, che prende i soldi degli Italiani e li manda a Zelensky. Ai tempi, scelsi quella strada quando molti cercavano approdi più comodi. Eravamo rimasti orfani di un mondo che aveva tradito. Trovammo una comunità militante, una struttura organizzata, gerarchica, fondata sul sacrificio, sull’appartenenza e sulla disciplina. Per chi, come me, proveniva dall’area Nazional popolare e da una formazione tradizionalista, quella casa rappresentava la possibilità di continuare una battaglia ideale. Non fu una scelta facile. In Calabria portare il simbolo della Lega significava caricarsi sulle spalle pregiudizi, ostilità e diffidenze. Ma non ho mai cercato la strada più semplice. Non mi hanno mai affascinato le scorciatoie, ho sempre scelto la via più difficile. E la scelgo ancora oggi. Per me, questo è il momento del ritorno a Camelot”.
Il parlamentare rivendica il lavoro svolto negli anni per consolidare la presenza del partito sul territorio e sottolinea come la sua decisione non sia legata a valutazioni di convenienza politica. Al contrario, descrive il passaggio a una nuova esperienza come una scelta coerente con i propri principi e la propria visione.
Nel suo intervento emerge anche una critica al quadro politico del centrodestra contemporaneo: “Non mi appartiene – sostiene il parlamentare - il moderatismo senza anima. Non mi appartiene il centrodestra sbiadito e fluido che confonde la prudenza con la rinuncia. Sarei potuto restare dove ero. In una posizione certamente più comoda. Da parlamentare della maggioranza di governo. Da uomo che ha contribuito a fondare e radicare la Lega nel Mezzogiorno d’Italia. Ma non ho mai scelto la comodità. Scelgo ancora una volta l’idea! Scelgo ancora una volta la trincea”.
Con il passaggio a Futuro Nazione si apre quindi una nuova fase politica per il deputato lametino, che individua nel progetto guidato dal generale Roberto Vannacci il naturale approdo del proprio percorso.
L’ufficializzazione arriva nelle ultime righe del messaggio, dove Furgiuele conferma la nuova collocazione politica e ringrazia alcuni esponenti con cui condivide questo passaggio: “Scelgo ancora – conclude Furgiuele – una volta il combattimento. Scelgo il Generale Roberto Vannacci. Lo faccio con l’affetto che mi lega a due uomini che considero fratelli, Rossano Sasso ed Edoardo Ziello”.
Si chiude così un capitolo politico durato dodici anni e se ne apre uno nuovo all’interno di una formazione che punta a ritagliarsi uno spazio crescente nel panorama della destra italiana.
