Accusato di porto abusivo di arma, assolto dal Tribunale di Vibo: è stato soltanto un malinteso
Si è conclusa con una sentenza di assoluzione con formula piena la vicenda giudiziaria che ha visto protagonista un 66enne residente a San Nicola da Crissa, denunciato nel gennaio 2022 per il presunto porto abusivo di un coltello a serramanico.
I fatti risalgono al 22 gennaio 2022, quando i Carabinieri della stazione di Sant’Onofrio, durante una perquisizione avvenuta nel territorio montano di Stefanaconi, trovarono l’uomo in possesso di un coltello lungo 17 centimetri, occultato nella tasca dei pantaloni. L'arma fu subito sequestrata, e per l’uomo scattò la denuncia ai sensi dell’art. 4 della Legge 110/75, che vieta il porto fuori dall’abitazione di oggetti atti ad offendere.
Secondo quanto rilevato all’epoca, non sussistevano motivi legittimi per giustificare il possesso dell’arma. Tuttavia, l’imputato ha sempre sostenuto che si trovava in quella zona per allenare i propri cani da caccia, in quanto regolarmente munito di licenza venatoria, e che il coltello era un normale strumento di supporto all’attività di caccia, previsto e consentito dalla normativa regionale vigente.
La difesa, affidata all’avvocato Ilario Cosimo Tripodi, ha prodotto in sede di giudizio la documentazione necessaria a dimostrare la legittimità del comportamento dell’imputato. Le argomentazioni difensive hanno convinto il Tribunale di Vibo Valentia, che si è riunito in Camera di consiglio e ha riconosciuto la piena conformità alla legge dell’uso e del porto del coltello nell’ambito dell’attività venatoria.
Il giudice ha pertanto assolto l’uomo con formula ampia, sancendo che il fatto non costituisce reato, restituendo serenità a una vicenda nata da un malinteso e conclusasi nel rispetto della legalità.
