Precari sul piede di guerra e sindacati contro la Regione: "Oliverio ci delude"
Nulla di fatto al termine di quattro ore di riunione. Il vertice tra i segretari della triplice sindacale ed il presidente della Regione si conclude con una fumata nera
"Dalla riunione tenutasi con il presidente Oliverio e l'assessore Roccisano, sfogo diretto della manifestazione di protesta alla Cittadella regionale, non è venuto fuori nulla di concreto. Le risposte che attendevamo rispetto alle vertenze senza soluzione portate in piazza, come quelle che interessano gli Lpu/Lsu calabresi, o alle richieste sulla programmazione delle politiche attive o del Piano per il lavoro della Regione Calabria, ancora una volta non sono arrivate". E' quanto scrivono in un documento Angelo Sposato, Paolo Tramonti e santo Biondo, segretari generali, rispettivamente, di Cgil, Cisl e Uil Calabria.
"Cgil, Cisl e Uil Calabria - si legge nel documento - durante le quattro ore di confronto con vertici della giunta regionale, hanno ribadito che quella dei Lavoratori socialmente utili e di pubblica utilità è una problematica sulla quale ci deve essere la massima attenzione della politica regionale, soprattutto oggi che la riforma Madia sulla pubblica amministrazione si prepara a dispiegare i suoi effetti sul settore non senza sollevare qualche dubbio rispetto alla discussione e agli accordi sottoscritti in Calabria negli anni scorsi. Il Governo nazionale, da parte sua - continuano - non può continuare a sostenere di essere pronto a dare un contributo fattivo alla Calabria tranne, poi , nel momento in cui emergono ulteriori criticità in questo territorio finire per girargli le spalle. Sulla partita delle politiche attive per il lavoro, poi, siamo ancora in attesa che gli accordi sottoscritti si trasformino in realtà. Da un anno a questa parte, infatti, stentano a partire i bandi per l'inserimento dei tirocinanti nella scuola, negli uffici giudiziari e nel settore dei beni culturali. Il ritardo nell'applicazione delle scelte effettuate durante i tanti tavoli tecnici che abbiamo sostenuto rischia di penalizzare ancora di piu' questa vasta platea di calabresi a forte disagio sociale . Questi bandi, se applicati formalmente, potrebbero essere utili per fare formazione, moderna ed efficace, rendere maggiormente competitivi questi lavoratori e lavoratrici nel mercato del lavoro e dare uno sfogo economico di inclusione sociale importante".
