Comune di Vibo, Luciano attacca l'Amministrazione
"Vibo Valentia non potrà mai fare dei passi in avanti fin tanto che la classe politica e di amministratori resterà ancorata alle vecchie liturgie ed alle vecchie ipocrisie". Esordisce così il consigliere comunale Stefano Luciano (Azione) nel commentare le azioni amministrative.
"E’ ad esempio una vecchia liturgia -sostiene il consigliere di "Azione"-quella adoperata dai capigruppo di maggioranza che si sono presentati in conferenza stampa per raccontare confusamente la storia secondo la quale l’amministrazione Limardo sta facendo di tutto per evitare il dissesto e che a fronte di questo l’opposizione non collabora dimostrandosi distruttiva.
Omettono di dire, ad esempio, che pur di non mollare la poltrona, sono disposti a tutto. Sono disposti ad omettere che il problema del dissesto non si sarebbe posto se la Corte dei Conti avesse approvato il loro piano di riequilibrio, bocciato invece per incapacità amministrativa. Ed ancora, sono disposti a tenersi strette le loro indennità ed ad aumentare ulteriormente le tasse per i cittadini che non hanno invece alcuna responsabilità per la crisi finanziaria. E’ come dire: i responsabili non pagano, pagano i cittadini non responsabili.
Basterebbe solo questo, per rendere non credibili i tre capigruppo".
"Così come-prosegue Luciano-, in un momento così difficile per la città, dove l’amministrazione stenta a garantire i servizi pubblici essenziali nonostante le tasse siano al massimo, il sindaco, invece di chiedere scusa ai cittadini per avere tradito le promesse fatte in campagna elettorale, si autocompiace per avere scalato qualche punto in una classifica di gradimento dei sindaci del Sud. Siamo al gossip; sarebbe questa la serietà della classe politica?
Il punto è un altro e su questo i capigruppo tacciono: l’amministrazione Limardo è all’altezza di gestire i soldi dei cittadini come solo un buon padre di famiglia farebbe? Secondo noi, la risposta è negativa e parlano i dati di fatto.
Basti richiamare, ancora una volta le considerazioni negative della Corte dei Conti nei riguardi delle proposte del sindaco fatte per risanare le casse; ed ancora la spesa di oltre 100 mila euro per ristrutturare la scuola di Porto Salvo, per poi vederne la chiusura per problemi di sicurezza o la spesa di una cifra simile per la strada di Longobardi chiusa poi per quasi un anno, i soldi spesi per l’abbattimento del muro della scuola Don Bosco. Ed ancora: la storia degli immobili pubblici affidati senza il pagamento del canone o l’erogazione di fondi pubblici ad associazioni vicine, le spese insensate per Vibo Capitale del libro effettuate senza alcun ritorno sostanziale per la città e la moltitudine di incarichi attribuiti a privati sempre con soldi pubblici. E così, la lista potrebbe proseguire per pagine e pagine. Tutte spese a cui non corrisponde alcun beneficio per la città ed i suoi cittadini.
Ora, dire queste cose, non vuol dire essere disfattisti, vuol dire semplicemente fare l’opposizione che rappresenta il sale della democrazia.
E non diciamo solo questo ma anche molto altro e cioè che sarebbe ora che questa classe politica si faccia definitivamente da parte, perché solo in questo caso Vibo Valentia potrà sperare in futuro migliore".
