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Proteste e prese di posizione ufficiali contro i lavori di messa in sicurezza del tratto costiero tra la Marina di Pizzo e la località Seggiola. Le sezioni vibonesi di Archeoclub e Italia Nostra, insieme al Wwf della provincia di Vibo Valentia, hanno annunciato il proprio sostegno al comitato civico spontaneo nato per la tutela del fronte mare napitino, contestando l’impatto dell’intervento in corso.

Secondo le associazioni, l’opera, inizialmente presentata come un semplice riposizionamento della scogliera esistente, si starebbe trasformando in una barriera artificiale continua, realizzata con grandi blocchi prefabbricati in calcestruzzo, con un impatto visivo e paesaggistico ritenuto incompatibile con il contesto storico e ambientale dell’area.

Le tre sigle hanno inviato una richiesta formale di chiarimenti alla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, alla Provincia e al Comune di Pizzo, chiedendo verifiche sulla conformità dei lavori al Codice dei beni culturali e alle autorizzazioni paesaggistiche rilasciate. Dall’analisi delle tavole progettuali, spiegano, emergerebbero discordanze rispetto all’opera in fase di realizzazione.

Intanto ha superato le 500 firme una petizione online che chiede modifiche al progetto. Il sindaco Gianluca Pititto ha invitato ad attendere la conclusione dei lavori prima di esprimere giudizi definitivi.