Il Piano strutturale comunale (Psc) è stato approvato, questo pomeriggio, dal Consiglio comunale di Vibo. La discussione, durata diverse ore, è stata caratterizzata però da un vero e proprio "scontro" tra il M5S e la dirigente Adriana Teti prima, e il consigliere Stefano Luciano e la maggioranza poi, con i toni che si sono alzati al punto da vedere il sindaco Limardo minacciare querele per diffamazione nei confronti del capogruppo del Pd.

La Teti "boccia" gli emendamenti del M5S


Il M5S, guidato dall'architetto Domenico Santoro, aveva presentato tre emendamenti al Psc: il primo con il quale si chiedeva di "dare certezze" all'interno del documento, tramite l'obbligo per i dirigenti di realizzare delle tavole - "che non sono altro che una specificazione del piano attuale" - dei vincoli urbanistici; un secondo contro il consumo di suolo; e infine una proposta di "zero edificazione", quindi di impossibilità a costruire, nella cinta muraria greca della città "in ossequio alla cultura di Vibo". La dirigente Teti ha "bocciato", ovvero ha espresso un parere tecnico negativo che la maggioranza ha di fatto considerato vincolante, tutte e tre le proposte, affermando che si basassero su "presupposti infondati e inesatti". Il consigliere Santoro ha quindi replicato chiedendo che gli venisse indicata una legge nazionale o regionale che gli emendamenti avrebbero violato: in assenza di una risposta ha accusato la dirigente Teti di fare "un discorso politico". "È ignobile questo atto - ha tuonato in aula - non è possibile che a livello tecnico si vengano a raccontare delle frottole, indegne di questo Consiglio”.

"Dubbio che questa Amministrazione sia subordinata a interessi privati"


I toni si sono poi accesi ulteriormente durante l'intervento del capogruppo del Pd Stefano Luciano, il quale ad un certo punto ha fatto riferimento alla questione della Meridionale Petroli di Vibo Marina: "Non si profila nulla di buono - ha affermato Luciano - da un'Amministrazione che è subordinata alle esigenze degli imprenditori, chiunque essi siano. I grandi disastri che abbiamo su questo territorio si sono verificati perchè c'è stata l'incapacità della politica di trattenere con gli imprenditori rapporti non di subordinazione ma di parità, ponendo al centro della discussione l'interesse pubblico e non l'interesse dell'imprenditore". "Fin quando l'Amministrazione non mi dimostra fattivamente di non avere, rispetto agli imprenditori di questo territorio, rapporti di subordinazione - ha aggiunto - questa parte politica fa un passo indietro in attesa di un chiarimento". A quel punto è stato interrotto dal consigliere Cutrullà che si è rivolto al presidente del Consiglio affermando che "è da querela quello che ha detto", affermazione alla quale Luciano ha risposto "se ha il coraggio vada domani e mi quereli". Toni molto accesi nei quali si è intromesso il sindaco Limardo: "Se lo ripete di nuovo la querelo io", ha detto rivolgendosi al capogruppo del Pd. Il quale ha a sua volta replicato: "Se ha il coraggio lo faccia signor sindaco, non mi faccio intimidire da nessuno".

Pericolo per la salute dei cittadini


L'ex candidato a sindaco per il centrosinistra è poi entrato nel merito della questione, spiegando come all'interno del regolamento urbanistico, parte integrante del Psc, si rimandi a un verbale del 2019 nel quale il Comitato tecnico regionale (Ctr) afferma che il territorio nei pressi dell'azienda non ha il requisito della compatibilità ambientale. In altre parole: approvando il Psc si approverebbe anche questo verbale e quindi si inserirebbe un vincolo per la spiaggia in prossimità della Meridionale Petroli. Con due sole soluzioni, secondo l'interpretazione del consigliere Luciano: o si vieta l'accesso alla spiaggia, o si prescrive all'azienda di elaborare ulteriori misure protettive. Un secondo verbale dello scorso giugno del Comitato, poi, dopo aver avuto ulteriore documentazione, chiede 30 giorni di tempo per poter valutare la sicurezza del territorio. "Perché non volete aspettare che il Comitato tecnico regionale dia un parere?" si chiede Luciano, che aggiunge: "E soprattutto, perché non date atto della reale situazione e, in assenza del parere del Ctr, non chiudete la spiaggia?". "Queste - ha concluso - sono regole che uccidono in maniera definitiva l’aspetto turistico di Vibo marina".

"Intercettazioni" e terza minaccia di querela 


A lui ha risposto il consigliere Antonio Schiavello - che ha dichiarato il suo voto "favorevolissimissimo" al Psc - secondo cui "se Luciano vota contrario perde un'occasione storica". "Se oggi ci fossero qui i 100 dipendenti della Meridionale Petroli - ha aggiunto - parecchi personaggi avrebbero parlato di altro". Ricordando poi tutti i vantaggi, in termini economici e lavorativi, che l'azienda ha portato nel territorio. Rispondendo poi al consigliere del M5S Silvio Pisani che aveva spiegato che, a suo avviso, l'Agip e la Meridionale Petroli dovrebbero spostarsi nella ex zona industriale di Porto Salvo, ha detto: "Avete chiesto a loro se effettivamente vogliono andarci a Porto Salvo?". Sfidando infine il consigliere pentastellato a un confronto sul tema, visto che lo stesso aveva accusato diversi consiglieri di tenere alle frazioni marine solo a parole e non con i fatti. Ne è seguito un ulteriore piccolo scontro finito, dopo che Pisani ha pronunciato la parola "intercettazioni", con un'ulteriore minaccia di querele (ritirata subito dopo) e parecchia agitazione nella maggioranza. Il Consiglio si è poi concluso e si sono potute tirare le somme: 1 Psc approvato, 3 minacce di querele e 3 diversi scontri. È questo il dibattito costruttivo che serve alla città?

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