Regionali, il pugno di ferro di Amalia Bruni da Vibo sulle candidature: "Chi era fuori nel 2020 resta escluso"
E' la candidata alla Regione Amalia Bruni a rimettere intorno allo stesso tavolo il Partito democratico vibonese. L'aspirante governatrice, però, ribadisce alcuni principi che inevitabilmente finiranno per pesare sulle candidature. Due su tutti: "Per quel che attiene alle candidature -spiega -non sarà possibile ritrovare nelle liste chi era stato escluso nella precedente tornata elettorale dalle liste di Pippo Callipo". E su quanti verranno candidati, "io avrò l'ultima parola". Quanto, invece, al codice etico, "si sta cercando un accordo con Tansi, ma alla fine -pur nella pluralità delle posiziono parleremo con una voce sola".
Parole pronunciate al termine del viaggio partito da Nardodipace, passato attraverso il Sistema Bibliotecario e concluso insieme alla dirigenza dem con un pranzo che per molti aspetti è parso riconciliatore. Non mancava quasi nessuno a tavola: presenti i due eletti in Consiglio comunale, Stefano Luciano, il capogruppo, e Stefano Soriano; al loro fianco il coordinatore cittadino Francesco Colelli e il segretario della Federazione provinciale Vincenzo Insardà. Con loro altri componenti del direttivo, a cominciare dall’onnipresente Carmelo Apa, uno dei principali attivisti dem. Insomma, almeno al cospetto della futura candidata a governatrice, incomprensioni interne superate, o quanto meno messe a tacere. "Sento un vento positivo –ha detto non casualmente Amalia Bruni -, una positività nuova anche nelle sedi dei partiti”. D’altronde, “i calabresi hanno grande voglia di rinnovamento. E le capacità non mancano". Certo, alcuni fenomeni vanno nella direzione contraria. “Uno di questi –ha chiarito la ricercatrice –è quello dello spopolamento che colpisce realtà quali Nardodipace. Una realtà difficile, che lascia quasi senza speranze. Mancano le vie di comunicazione, la ricucitura al resto della provincia è difficile. Ecco, da questi posti bisogna partire”. Eppure, “aree interne, aree di montagna e quota vincolata degli investimenti al sud sono i parametri della legge sulla Perequazione infrastrutturale –ha evidenziato - approvata nella legge di bilancio 2021, su mia proposta, che potrà essere utilizzata per oltre un decennio, a partire dal primo gennaio 2022. Si tratta di una cifra importante di 4,6 miliardi di euro solo per il riequilibrio infrastrutturale per i più poveri. Nardodipace deve essere in cima a questa lista. Speriamo che la Regione si faccia viva, muova un passo in questa direzione”.
Salute, ma soprattutto sanità e quell’ospedale che la città attende da troppo tempo. “Le risposte, in questo senso –ha chiarito Amalia Bruni – saranno globali. Diremo basta al commissariamento avviando però un processo di responsabilizzazione che ci consentirà gradualmente di riprogrammare la nostra sanità”. Come dire, “basta tagli e sforbiciate che hanno ridotto gli ospedali al collasso”.
Sanità ma anche cultura. Non a caso, Amalia Bruni si è recata ieri nei locali del Sistema bibliotecario vibonese. “Non si può lasciare sola una persona come Gilberto Floriani che quotidianamente –ha concluso la candidata del centrosinistra alla Regione – porta avanti una missione tanto importante tra l’indifferenza degli enti locali sempre più distanti dai problemi reali”. Una chiosa suonata come una doppia frecciata a Comune e Cittadella. E la domanda sorge spontanea: come la prenderà il centrodestra vibonese? Una domanda alla quale presto arriverà una risposta.
Intanto, il Pd cittadino e provinciale ha provato a ricompattarsi intorno alla sua candidata: “L’obiettivo -hanno scritto Enzo Insardà, Francesco Colelli, Stefano Luciano, Stefano Soriano, Carmelo Apa - è quello di portare a compimento un progetto di rivoluzione amministrativa e politica per rompere un sistema opaco di gestione del potere che a partire dalla nostra provincia ha impedito lo sviluppo di un territorio ricco di potenzialità”.
