La Corte di appello di Catanzaro dovrà decidere se dare il nulla osta alle dichiarazioni del collaboratore di giustizia Giuseppe Giglio e alle intercettazioni dell’ex sindaco Girasole

di GABRIELLA PASSARIELLO

Ha chiesto la riapertura dell’istruttoria dibattimentale il procuratore facente funzioni di Lamezia Terme Salvatore Curcio, applicato in veste di sostituto procuratore generale della Corte di appello di Catanzaro nel processo “Insula” a carico di undici imputati. Una rinnovazione dibattimentale, che avrà ad oggetto i verbali del collaboratore di giustizia Giuseppe Giglio, le trascrizioni delle intercettazioni telefoniche e ambientali acquisite nell’ambito di un altro procedimento penale tra Pasquale Gualtieri e Maurizio Greco e quelle intercorse tra l’ex sindaco Carolina Girasole e il marito Franco Pugliese, assolti in primo grado dalle accuse di voto di scambio politico-mafioso, turbativa d'asta e abuso d'ufficio. Inoltre il pg ha chiesto l’acquisizione di una decine di sentenze, tra cui Ghibli ed una sentenza che risale al lontano 1970 per dimostrare il rapporto associativo della cosca Arena.

Una richiesta su cui i giudici di secondo grado si pronunceranno il 3 aprile prossimo per consentire ai difensori di prendere visione degli atti ed esercitare il diritto di difesa. Il 22 settembre di un anno e mezzo fa furono sentenziate cinque condanne, ma non per le tutte le accuse contestate, e sei assoluzioni in un processo nato da un’inchiesta con cui la Guardia di finanza, delegata alle indagini riteneva di aver fatto luce su un accordo collusivo che prevedeva anche la stesura di un bando del Comune perché gli Arena potessero commercializzare i finocchi coltivati sui terreni confiscati agli stessi.

La sentenza di primo grado.  Oltre alle assoluzioni pronunciate nei confronti dell’ex primo cittadino Girasole e del marito Pugliese, il Tribunale di Crotone ha assolto l’ex assessore all’agricoltura di Isola Domenico Battigaglia e il funzionario comunale Domenico Calabretta. Scagionati dall'accusa di voto di scambio Massimo e Pasquale Arena, figli del boss Nicola. Da quella di abuso d'ufficio e turbativa Pasquale Arena e Paolo Lentini. Per turbativa d'asta sono stati condannati a 3 anni e sei mesi ciascuno il boss Nicola Arena, il figlio Massimo e i presunti prestanome Antonio De Meco e Antonio Guarino. Dall'accusa di associazione mafiosa sono stati assolti Nicola Arena e i figli Massimo e Pasquale e Francesco Ponissa. Quest'ultimo è stato condannato a quattro anni di reclusione per un episodio di usura. Un incubo iniziato il 3 dicembre 2013 quando i finanzieri bussarono in casa dei coniugi Pugliese per notificare un provvedimento di custodia cautelare emesso dal gip distrettuale Abigail Mellace. Entrambi furono scarcerati dopo ben 155 giorni di arresti domiciliari nel maggio del 2014, quando la Procura richiese il giudizio immediato.