'Ndrangheta, nelle carte dell'inchiesta spunta il nome di un ex calciatore (NOME e FOTO)
L’ex attaccante della Nazionale italiana campione del mondo del 1982 Ciccio Graziani, in un’intervista a La Verità, ha parlato dopo che il suo nome è finito nelle carte dell’inchiesta di Torino sulle infiltrazioni della ‘ndrangheta. Nel fascicolo, come spiegato da Open, si parla di un sistema di corruzione elettorale che ha portato Salvatore Gallo, storico esponente di Psi e Pd, a far eleggere tre consiglieri su 17 nel capoluogo piemontese. Ma c’è anche l’imprenditore Roberto Fantini, ai domiciliari con l’accusa di aver agevolato le cosche della ‘ndrangheta negli appalti per la manutenzione dell’autostrada A32 Torino-Bardonecchia.
E proprio Gallo e Fantini sono arrivati a Graziani, tramite un amico dell’opinionista, Antonio Esposito. Quest’ultimo, legato al manager, ha presenta l’ex calciatore all’imprenditore. A raccontarlo è stato lo stesso Graziani: «Il nome di Gallo non mi è nuovo. Lui e Roberto organizzarono un torneo e mi chiesero la cortesia di andare a tirare il calcio d’inizio. Cosa che puntualmente feci». La vicenda è accaduta «una quindicina di anni fa, se non ricordo male in un paese di nome Volpiano», proprio il Comune al centro dell’inchiesta, anche se l’ex calciatore ha ammesso di non saperlo. Graziani ha poi continuato: «Io lavoravo a Mediaset, era una domenica, ho preso la macchina, sono andato, ho fatto quello che dovevo fare e sono venuto via. Un favore di questo tipo a Roberto glielo facevo volentieri. Se non ricordo male ripartii anche subito».
A inizio aprile, l’inchiesta ha portato a nove arresti, tra cui esponenti delle famiglie calabresi Nirta e Pelle di San Luca, con l’accusa di aver utilizzato il metodo mafioso per ottenere gli appalti di manutenzione della Torino-Bardonecchia. Fantini è finito ai domiciliari, tra gli indagati, appunto, anche Gallo. Delle nove misure cautelari eseguite dai carabinieri del Ros di Torino, in tre sono finiti in carcere, mentre sei ai domiciliari.
