Nazzareno Piperno giudica estremamente positiva la passata esperienza della Proserpina a differenza di molti sindaci che la pensano diversamente

L'introduzione dell'Ato e degli Aro nella gestione dei rifiuti da parte della Regione ha alimentato non pochi dubbi tra i sindaci del Vibonese. Sulla questione interviene anche lo Slai Cobas provinciale: "Al di là del dibattito e delle preoccupazioni che qualcuno si sente in dovere di esprimere , a volte anche con un minimo di fondatezza - sottolinea Nazzareno Piperno - ciò che si è intrapreso è un percorso obbligatorio ed irreversibile che nasce da precise indicazioni europee fatte proprie dal legislatore nazionale e regionale, per come ben compreso ed evidenziato da alcuni (ma non tutti) i Sindaci interessati. Ed allora l'unica cosa da fare, ci sia consentito dirlo, è lasciare da parte discussioni, dubbi, perplessità ed incertezze, rimboccarsi le maniche e lavorare".

Fiducia nella legge. Uno solo è l'imperativo categorico del sindacato: "Lavorare perchè è l'unica cosa da fare visto che le scelte sono state prese e lavorare perchè, ne siamo convinti, il cammino che la legge indica è quello giusto, destinato a far migliorare, se non proprio nel breve periodo, sicuramente nel medio/lungo periodo, la qualità del servizio su tutto il territorio con i Comuni più virtuosi, che meglio hanno lavorato ed operato in questi anni, che potranno mettere al servizio di quelli più indietro il patrimonio di conoscenze ed esperienze acquisite, magari facendo loro da traino per recuperare il terreno perduto".

La Proserpina. Il resto "sono solo parole - aggiunge Piperno - perchè oggi risulta quantomai ozioso riparlare, magari a sproposito, dell'esperienza Proserpina che, per quanto riguarda i lavoratori ed il sindacato, non è stata affatto negativa. Tutt'altro. Anzi, per quanto ci riguarda , è stata sicuramente un'occasione persa, che magari oggi, con un po' più di attenzione e di abilità da parte degli Amministratori, potrà essere riproposta. Attenzione ed abilità sì perchè- e questo è sotto gli occhi di tutti – alla base della rovina della Proserpina (le cui conseguenze i lavoratori scontano ancora oggi) vi fu la a dir poco dissennata gestione proprio della parte pubblica che, da un lato deteneva la maggioranza della società, e dall'altro non pagava la stessa per i servizi che effettuava. Che si lavori, dunque, perchè solo lavorando potranno risolversi tutte le problematiche connesse a tale inevitabile e comunque già scritto cambiamento di rotta, a cominciare dal futuro dei lavoratori già occupati ed a quelli da occupare, in vista di condizioni di lavoro ed economico/retributive migliori e più idonee al lavoro che si andrà a svolgere".

Il destino dei dipendenti. "Lavoratori che, invece di dover assistere passivamente e silenziosamente a meccanismi in cui si decide il loro futuro e la loro sorte, potrebbero finalmente assumere un ruolo attivo magari prevedendo una loro rappresentanza sia pur minima – eletta dalla loro assemblea – all'interno dell'organigramma dell'Ato o, perlomeno, dell'Aro. Soluzione questa che lanciamo come spunto di riflessione e che magari, ove realizzata, potrà portare a decisioni operative, nel prossimo futuro, più efficaci ascoltando meglio e più da vicino chi quel servizio è chiamato a svolgerlo in concreto e ne conosce meglio di chiunque altro dinamiche e problemi. Che ci si rimbocchi le maniche dunque e si lavori con solerzia e velocità per quello che, volenti o nolenti, è un obbligo comune che speriamo diventi presto un obiettivo comune, liberando tutte le potenzialità inespresse di tale comparto per ottenere finalmente un servizio, a partire dalla differenziata, all'altezza dell'epoca che viviamo, e una maggiore stabilità dei livelli occupazionali che magari potranno essere anche implementati".