Nuova intimidazione nel Vibonese, tanica di benzina nel cantiere di una scuola
Nuova intimidazione in stile mafioso nel Vibonese. Gli operai ditta “S.F. Costruzioni” di Vibo Valentia, che sta eseguendo i lavori nella scuola dell'Infanzia di Maierato, nei giorni scorsi hanno trovato una tanica di benzina con accanto un accendino. A darne notizia la Gazzetta del Sud che riporta come l'episodio sia stato subito denunciato ai carabinieri della locale Stazione che hanno avviato indagini.
A livello politico la vicenda ha creato però qualche malumore. La notizia era stata infatti "nascosta" in un primo momento, venendo alla luce solo dopo qualche giorno. "Il compromesso morale e l'indifferenza verso questi gesti vigliacchi - ha scritto l'opposizione - non appartengono alla nostra comunità; davanti a questi episodi non è ammissibile il silenzio che alcuni hanno scelto, forse per convenienza".
Immediata la replica del sindaco, Giuseppe Rizzello: "Il 'grave atto intimidatorio' è al vaglio dell'autorità inquirente che ne sta accertando natura e portata. Con fiducia attendiamo l'esito delle indagini e che i fatti vengano appurati dalle autorità competenti con carattere di certezza: per l'effetto saranno adottate le determinazioni del caso. Non ci appartengono il compromesse morale e l'indifferenza, come in malafede strumentalizzato dai tre rampanti consiglieri di opposizione, nè tanto meno il silenzio è mai stato principio guida della nostra linea politica, piuttosto vista la possibilità data oggi di una immediata e rapida diffusione delle notizie attribuiamo alla verifica dei fatti un forte valore civico, e l'unico modo per garantire alla cittadinanza una corretta informazione. L’ intento che ci muove è quello di rendere un servizio alla comunità, e lo facciamo quotidianamente, costantemente, e con sacrificio. Ultima cosa ma fondamentale: non abbiamo mai avuto, ne abbiamo, bisogno di poltrone che sono state, e a quanto pare restano tuttora, il chiodo fisso di qualcun altro. A ciascuno la sua politica"
Il botta e risposta non si è però placato, con una controreplica del gruppo di opposizzione “Maierato in Movimento”: "Excusatio non petita, accusatio manifesta. Chi si giustifica preventivamente, manifesta la propria colpevolezza. Caro sindaco, ci fa piacere sapere che si sente chiamato in causa dalle nostre parole senza essere stato nominato e la ringraziamo per questo. Ci troviamo però costretti a precisare che nelle esternazioni da lei fatte non c’è stata nessuna presa di distanza né da parte sua né da parte della sua maggioranza consiliare rispetto a quanto accaduto. Stiamo puntando il dito contro un silenzio complice e non contro la sua persona, glielo diciamo sinceramente senza polemica".
"Non pensa che prendere le distanze e condannare certi gesti vili - prosegue la minoranza - sia una cosa positiva per Maierato? Non crede che i maieratani meritino un sindaco che non ha paura di essere dalla parte della legalità? Non sarebbe più semplice da parte sua dichiarare pubblicamente la propria lontananza da questi atteggiamenti mafiosi senza aspettare che prima 'l’autorità inquirente verifichi e accerti la natura e la portata'? Come possono i cittadini di Maierato avere fiducia nelle istituzioni se il primo cittadino è il primo a non avere il coraggio di denunciare? Che autorevolezza può avere un sindaco del genere? Noi questo coraggio lo abbiamo e in più occasioni abbiamo dimostrato di non avere paura di nessuno". "In altri Comuni della nostra provincia, a seguito di atti intimidatori - conclude l'opposizione - i sindaci hanno non solo rilasciato dichiarazioni pubbliche ma anche convocato consigli straordinari, conferenze stampa e interviste ai giornali. Non le chiediamo di arrivare a questo ma almeno, per l’amor di Dio, si faccia coraggio! I maieratani meritano un sindaco senza paura".
