Festa Unità nazionale a Vibo, il prefetto Longo: "Le guerre non portano a niente"
La cerimonia tenutasi nella giornata dei caduti ieri è stata l'ennesima occasione per riflettere su temi e ideali in nome dei quali migliaia di soldati persero la vita
La vita e la morte, il tempo che passa e la necessità di preservare la memoria, il ricordo di chi è caduto combattendo per quei valori e quei diritti che oggi sembrerebbero delle conquiste scontate e difficilissime da perdere. Il senso della storia è anche questo, conservare la memoria degli eventi, evitare che i secoli seppelliscano "le orme" di chi si è immolato per la patria.
La cerimonia tenutasi nella giornata dei caduti ieri anche a Vibo Valentia è stata l'ennesima occasione per riflettere su temi e ideali in nome dei quali migliaia di soldati, schierati al fronte, persero la vita. E rievocarli, ogni anno, significa ripercorrerne il cammino, tornare sulle tracce del loro sacrificio, al di là delle suggestive immagini offerte dalle innumerevoli rievocazioni poetiche. La festa dell'Unità nazionale e delle forze armate è stata celebrata ieri mattina anche in viale Regina Margherita a Vibo Valentia. E' stato il prefetto Guido Longo a guidare la cerimonia di deposizione della corona d'alloro nel ricordo dei caduti di tutte le guerre, soffermandosi sul messaggio del capo dello Stato Sergio Mattarella e del ministro della Difesa Roberta Pinotti.
"Le guerre non portano a niente - ha detto il capo dell'Utg-. Solo il dialogo, il confronto e la passione possono servire a risolvere i problemi. Questo è il paese dell'accoglienza nei confronti di chi fugge dai teatri di guerra ed è questo atteggiamento che farà passare l'Italia alla storia.
Alla cerimonia ha preso parte anche il mondo della scuola con il dirigente scolastico Alberto Capria, alla guida degli studenti del Convitto Filangieri e la responsabile regionale delle consulte studentesche Franca Falduto. Il sindaco di Vibo Valentia Elio Costa ha detto che "il 4 novembre è una data da non dimenticare perchè si celebra la vittoria della nostra nazione e si ricordano quanti si sono immolati per la libertà".
Qui Serra San Bruno. Nella giornata di ieri anche la Compagnia Carabinieri di Serra San Bruno ha aperto le porte a circa 100 studenti delle Scuole Medie del comprensorio montano. Di fatto, già da alcuni anni, proprio in occasione di questa festività, la Compagnia Carabinieri aderisce all’iniziativa “Caserme Aperte” accogliendo gli studenti del centro cittadino allestendo una mostra statica di mezzi e materiali. In particolare, gli studenti hanno potuto vedere da vicino le famose “gazzelle”, alcuni materiali ed equipaggiamenti utilizzati prettamente in ordine pubblico ed altri materiali che vengono utilizzati durante il normale servizio d’Istituto. Inoltre, è stata predisposta una piccola dimostrazione di primo intervento sulla scena del crimine. I bambini, molto interessati all’argomento, hanno visitato i vari Uffici della caserma conoscendo le varie peculiarità dei Reparti facenti capo al Comando della Compagnia di Serra San Bruno. Molte sono state le domande e le osservazioni a dimostrazione del vivo e costante interesse delle nuove generazioni al lavoro svolto dagli “uomini in divisa”. Un’altra importante occasione a dimostrazione della vicinanza dell’Istituzione alla popolazione ma, in particolar modo, alle generazione future, vero investimento per il territorio.
