E' stato fissato per 10 febbraio, nell'aula bunker di Lamezia Terme, il processo d'appello per il filone dell'operazione "Rinascita Scott" che si è già concluso in abbreviato con una sentenza di settanta condanne, venti assoluzioni e una prescrizione emessa a novembre scorso dal giudice dell'udienza preliminare, Claudio Paris.

La sentenza di primo grado era arrivata a due anni di distanza dal maxiblitz con oltre 300 arresti il 19 dicembre 2019. Un’inchiesta che aveva sgominato i clan del Vibonese: i Lo Bianco-Barba-Pardea di Vibo Valentia, i Mancuso di Limbadi, i Fiarè-Gasparro-Giofrè di San Gregorio d’Ippona, gli Accorinti di Zungri. Tra i condannati figurano i collaboratori di giustizia di Vibo Valentia, Bartolomeo Arena, Gaetano Cannatà e Michele Camillò, oltre ad Emanuele Mancuso di Nicotera. Pene fino a 20 anni per Pasquale Gallone, Domenico Macrì, Luciano Macrì, Gregorio Niglia, Francesco Antonio Pardea, Saverio Sacchinelli.

Nel decreto di citazione a giudizio che fissa la data della nuova udienza compaiono i nomi di 74 imputati per i quali la Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro e gli avvocati del collegio difensivo hanno proposto ricorso in appello contro la sentenza. La procura antimafia, guidata da Nicola Gratteri, ha infatti deciso di appellare alcune sentenze. Quattro, in particolare, le sentenze assolutorie che sono state appellate e riguardano Emanuela Chilla, Antonio Di Virgilio, Maurizio Fiumara e Vincenzo Renda. Prosegue, intanto, nell'aula bunker il processo di primo grado nel troncone ordinario.