Vibo, convegno su futuro urbanistico. Il monito: "Serve il coraggio di cambiare davvero"
Il futuro urbanistico della provincia, incastonato in un puzzle difficile da costruire, tra frizioni politiche e uno stallo amministrativo che costringe ancora oggi tanti comuni a sopravvivere senza un piano strutturale regolarmente approvato. Questo il tema sviscerato nel corso del convegno, organizzato dal movimento “Il Coraggio di Cambiare”, guidato sul territorio dall'imprenditore Francesco Fusca, al quale ha partecipato il consigliere regionale Giuseppe Graziano, e moderato dal presidente del Consiglio Stefano Luciano. Al dibattito hanno preso parte tecnici e politici, tutti concordi sulla necessità di pensare ad uno sviluppo del territorio provinciale con quello regionale.
Il tecnico. “Il futuro – ha detto il presidente dell'ordine degli architetti Fabio Foti – va articolato dentro i principali poli internodali della Calabria”. Di scelte “condivise con gli attori principali del territorio” ha parlato anche Francesco Tarsia mentre Vincenzo Pasqua si è soffermato su un'urbanistica “a consumo zero di suolo”.
L'imprenditore. E' entrato nel merito delle questioni l'imprenditore Domenico Arena, ponendo sotto la lente d'ingrandimento “il futuro incerto dell'amministrazione provinciale e la necessità di approvare il piano strutturale comunale per dare vita ad un'urbanistica 2.0 che sia nuova linfa per lo sviluppo del turismo. Non si migliora l'offerta costruendo nuovi posti letto – ha detto Arena - ma armonizzando l'esistente”.
La politica. Sfumature di carattere politico-amministrativo si sono colte nelle parole di Stefano Luciano e Vincenzo De Filippis. “Senza pianificazione urbanistica non esistono regole – ha detto Luciano - e i cittadini non vivono in un posto civile”. “Bisognerebbe avere il coraggio di cambiare non solo a parole – ha attaccato infine l'ex assessore all'Ambiente - E certi amministratori distratti dovrebbero capire che la consiliatura è un passaggio breve che va riempito di azioni concrete e non di proclami”. Parole chiare, rivolte forse a quegli ex compagni di viaggio convertitisi troppo in fretta in nome di qualche prebenda!
