Il silenzio della fabbrica, solitamente scandito dai ritmi della produzione, è stato interrotto stamane da una tragedia che ha colpito al cuore il tessuto industriale genovese. Un operaio di sessant'anni, Paolo Gaggero, ha perso la vita in un grave incidente sul lavoro avvenuto all'interno di un'azienda specializzata nella lavorazione di profilati.

Secondo le prime informazioni raccolte, l’uomo sarebbe rimasto schiacciato da un macchinario durante l'attività lavorativa. L'allarme è scattato immediatamente: sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 con ambulanza e automedica, insieme ai Vigili del Fuoco, ma purtroppo per il sessantenne non c'è stato nulla da fare. Le indagini, affidate ai Carabinieri, dovranno ora chiarire l'esatta dinamica dell'accaduto, mentre gli ispettori della Psal stanno analizzando le condizioni di sicurezza del macchinario e il rispetto dei protocolli all'interno dello stabilimento.

La morte di Gaggero ha sollevato un’ondata di commozione e rabbia istituzionale. «La sicurezza deve essere la priorità assoluta – hanno dichiarato le senatrici di Italia Viva, Raffaella Paita e Annamaria Furlan –. Non bastano più le frasi di circostanza: servono investimenti concreti, cultura della prevenzione e un rispetto rigoroso delle regole. Non si può morire sul lavoro nel 2026».

Sulla stessa linea il capogruppo M5S al Senato, Luca Pirondini, che richiama i dati allarmanti registrati nel recente passato: «La Liguria ha pagato un tributo di sangue altissimo negli ultimi tempi. Questo ennesimo episodio ci impone di intensificare lo sforzo comune tra istituzioni, imprese e parti sociali per azzerare queste tragedie che strappano affetti e dignità alle famiglie».

L'intera comunità si stringe attorno ai familiari e ai colleghi di Gaggero in un momento di profondo dolore, mentre cresce l'attesa per l'esito dei rilievi tecnici che dovranno stabilire se la sicurezza fosse stata garantita in ogni sua forma.