Informazioni ai clan: in Calabria condannato ex poliziotto (NOME)
Il Tribunale di Palmi ha condannato a 16 anni di reclusione Gianluca Castagna, ex sovrintendente della Polizia di Stato, che fino al 2020 prestava servizio presso il posto di Polizia di Frontiera marittima nell’area portuale di Gioia Tauro. Castagna è stato arrestato nell’ambito di un’operazione della Direzione Distrettuale Antimafia (Dda) di Reggio Calabria a seguito di indagini contro il clan Cacciola-Grasso di Rosarno. Le accuse a suo carico includono concorso esterno in associazione di tipo mafioso, corruzione e partecipazione ad associazioni dedite al narcotraffico internazionale.
L’indagine
L'indagine ha avuto origine da un evento avvenuto nella notte del 9 luglio 2018, quando la Dda, guidata dal procuratore Giovanni Bombardieri, ha emesso un fermo di indiziato di delitto nei confronti di 38 soggetti affiliati o vicini alle cosche Cacciola e Grasso, attive nella Piana di Gioia Tauro e legate alla “società” di Rosarno del “mandamento tirrenico” della provincia di Reggio Calabria. I reati contestati comprendevano associazione di tipo mafioso, associazione finalizzata al traffico internazionale di stupefacenti, tentato omicidio, estorsione, porto e detenzione di armi comuni e da guerra, produzione, traffico e detenzione illecita di stupefacenti, danneggiamento, minaccia, intestazione fittizia di beni, impiego di denaro e beni di provenienza illecita, e violazione degli obblighi della sorveglianza speciale.
La fuga dei latitanti
Durante l’operazione, sette dei destinatari della misura riuscirono a sfuggire, avvertiti dell’imminente arresto da un membro delle forze dell’ordine. Tra i latitanti c'era Rosario Grasso, figura di spicco della cosca Cacciola-Grasso, a cui era stata contestata l’aggravante di essere il promotore e l’organizzatore dell’articolazione territoriale della ‘ndrangheta. Le successive indagini, condotte dai militari del Nucleo Investigativo del Gruppo Carabinieri di Gioia Tauro sotto la direzione della Dda, portarono alla cattura di tutti i latitanti e all’individuazione delle complicità che avevano facilitato la loro fuga.
Il ruolo di Castagna
Le indagini hanno rivelato che la notte dell’operazione «Ares», Rosario Grasso e i suoi collaboratori furono avvertiti tramite una comunicazione telefonica da un appartenente alle forze dell’ordine. Questo individuo, secondo l’accusa, ha fornito un supporto cruciale per l’ingresso nel porto di Gioia Tauro di ingenti quantitativi di cocaina provenienti dal Sudamerica e destinati ai sodalizi criminali. Tale supporto, fornito nella qualità di pubblico ufficiale e nell’esercizio delle sue funzioni di responsabile del posto di Polizia di Frontiera marittima del porto di Gioia Tauro, sarebbe stato sistematicamente retribuito. Gianluca Castagna, per il suo coinvolgimento, è stato quindi condannato a 16 anni di reclusione, segnando un ulteriore passo nella lotta contro le infiltrazioni mafiose nelle istituzioni.
