Un sofisticato meccanismo illecito ideato per garantire la permanenza irregolare di cittadini stranieri in Italia è stato scoperto dalla Polizia di Stato a Crotone. Al termine di un’articolata indagine durata oltre un anno, la Procura della Repubblica ha notificato dieci avvisi di conclusione delle indagini. Le accuse, a vario titolo, sono pesanti: favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, rivelazione di segreto d’ufficio e favoreggiamento personale.

L'inchiesta, coordinata direttamente dal procuratore Domenico Guarascio, ha portato alla luce un fitto intreccio di interessi che vedrebbe coinvolti non solo facilitatori esterni, ma anche figure professionali e istituzionali. Tra gli indagati figurano infatti un avvocato del foro di Crotone e alcuni dipendenti della Prefettura, tra cui un funzionario e un addetto allo Sportello Unico per l’Immigrazione.

Secondo quanto ricostruito dagli uomini della Digos, il gruppo avrebbe manipolato le procedure per il rilascio dei titoli di soggiorno, eludendo i controlli normativi. In particolare, l'avvocato avrebbe agevolato l'ingresso di tre cittadini extracomunitari, mentre i dipendenti pubblici avrebbero abusato delle proprie funzioni per finalizzare le pratiche irregolari.

L'attività investigativa si è avvalsa di moderni strumenti di sorveglianza: intercettazioni telefoniche, telematiche e ambientali, supportate da pedinamenti costanti. Un aspetto definito "inquietante" dagli inquirenti riguarda il tentativo di inquinamento delle prove: una persona è stata infatti denunciata per aver rivelato segreti d'ufficio relativi all'indagine in corso, cercando di aiutare uno degli indagati a sfuggire alle maglie della giustizia.

Il raggio d'azione dell'inchiesta si è esteso ben oltre i confini calabresi. Grazie alla collaborazione con le Questure di Latina, Terni e Bologna, gli investigatori hanno analizzato oltre cento pratiche sospette. Il monitoraggio ha permesso di confermare come il sodalizio speculasse sui flussi migratori, garantendo ingressi illegali in cambio di benefici non ancora del tutto quantificati.