Abusivismo a Vibo, il procuratore Falvo: "Sulle demolizioni c’è tanto da fare"
"L’abbattimento era in programma, ci avevamo già provato un anno fa. Finalmente siamo riusciti a portare a termine anche l’iter amministrativo per arrivare alla demolizione di questo che era un po’ il simbolo dello scempio ambientale qui a Vibo Marina". A dirlo il procuratore della Repubblica di Vibo Valentia Camillo Falvo, presente stamani alle operazioni di demolizione, nella frazione marina, del “Chiosco azzurro”, opera chiusa orami da anni e dichiarata abusiva. "C’è uno specchio acqueo bellissimo – ha aggiunto – proprio a ridosso di questo che era diventato oramai un manufatto che creava pericolo anche a chi si avvicinava".
"Sulle demolizioni – ha detto ancora il procuratore di Vibo – c’è tanto da lavorare. In Italia una delle cose più difficili da fare in assoluto nella fase esecutiva è la demolizione delle opere abusive. Noi cerchiamo di farne il più possibile e soprattutto quelle che costituiscono un simbolo». La sindaca Maria Limardo, dal canto suo, ha espresso solidarietà al suo vicesindaco Pasquale Scalamogna, colpito da uno schiaffo dal proprietario della struttura durante le fasi della demolizione evidenziando che «questo signore ha perso al Tar ed al Consiglio», rimarcando poi la «tracotanza, la totale indifferenza e la prepotenza mostrata". In merito a quanto accaduto si è espresso anche il procuratore della Repubblica di Vibo Valentia, Camillo Falvo: “Ci avevamo già tentato oltre un anno fa – ha ricordato Falvo – Finalmente siamo riusciti a portare a termine anche l’iter amministrativo per arrivare alla demolizione di questo che era un po’ il simbolo dello scempio ambientale qui a Vibo Marina".
Dal canto suo, l’avvocatessa Giovanna Fronte, legale del proprietario del chiosco, Giuseppe Francolino, ha sostenuto che l’abbattimento "probabilmente" è stato legale. "Da avvocato – afferma in una nota – non ho seguito l’ultima parte della vicenda amministrativa relativa alla demolizione ma ho seguito purtroppo tutta la vicenda del chiosco sin dal lontano 2006/2007, ho scritto fiumi di istanze, denunce e richieste rivolte a tutte le procure e a tutte le amministrazioni comunali, provinciali, rosse, nere, verdi e gialle: che non si dica che Francolino sia stato omertoso, cha non si dica che non abbia pagato per l’acquisto del suolo all’esito della sdemanializzazione del territorio, che non si dica che abbia denunciato il totale disinteresse della Pubblica amministrazione riguardo al delicato fenomeno dell’erosione della costa e della sua protezione a seguito delle continue mareggiate per le quali sono stati spesi fior di quattrini per i vari progetti mai attuati".

