"Alla Sezione provinciale di Vibo della FederCaccia sono pervenute numerose lettere da parte di cacciatori residenti nel nostro territorio in cui si lamenta la totale mancanza di controllo con cui è stata effettuata la caccia di selezione nell’ATC VV1 fino al 28/02/17. Al riguardo, la Regione Calabria, attraverso una stringata comunicazione (o comunicato stampa?) del 05/04/17, da parte del Dipartimento competente, rende noto all’ATC VV1 della riapertura della caccia di selezione nei comuni di Filogaso e Maierato".  "Tutto questo - si spiega in una nota la FederCaccia di Vibo Valentia - con una modalità opposta a quella che la stessa Regione aveva stabilito con proprio regolamento. Recita infatti il regolamento in questione: ‘’La segnalazione preventiva delle singole uscite con indicazione delle località interessate sarà comunicata obbligatoriamente per iscritto all’ATC di riferimento dai selettori interessati. Posteriormente all’intervento il selettore dovrà indicare in una scheda, la località, il numero dei capi abbattuti, l’avvenuto controllo sanitario".

L'affondo. "Ad oggi quello che è certo, è che l’ATC VV1 non è stato informato! Non può sottacersi, che quanto avvenuto, rappresenta una gravissima mancanza, poiché uno degli scopi della caccia di selezione è ottenere dati sulla effettiva consistenza delle popolazioni di animali e sulla loro struttura, tanto più che spetta sempre all’ATC l’organizzazione e la gestione della caccia nel proprio territorio. Inoltre, altra stranezza è quella che all’ATC è pervenuta una sola segnalazione di danni da cinghiale che riguarda il Comune di Maierato e nessuna il Comune di Filogaso".


Misure di prevenzione. "Ma le carenze purtroppo non sono quelle fin qui illustrate, considerato che la Regione pur disponendo delle risorse necessarie per liquidare i danni subiti dagli agricoltori negli anni passati, non ha sempre ottemperato, ma soprattutto non vengono messe in atto quelle misure di prevenzione necessarie per mitigare l’impatto delle popolazioni di cinghiale presenti, quali ad esempio le difese meccaniche (es. filo elettrificato), o misure alternative a basso impatto come possono essere i miglioramenti ambientali ( con colture specifiche in prossimità di aree boscate) che hanno anche lo scopo di attenuare la migrazione dei cinghiali da un territorio ad un altro".

Il regolamento. "Tornando alle disposizioni del Regolamento nel punto in cui recita: ‘’Il controllo sulle attività dei selettori sarà richiesto alle forze dell’Ordine. La medesima comunicazione verrà inviata alle Guardie Giurate Venatorie Volontarie ,per tramite delle Associazione di appartenenza’’. Anche in questo caso, non sappiamo se le comunicazioni sono state fatte alle forze dell’Ordine ma per quanto attiene le Guardie Venatorie è certo che non sono state informate. Altra questione sulla quale si dovrà fare chiarezza è in riferimento a quale criterio si è adottato per la scelta dei selettori. Ed in merito appare strano il fatto che, pur avendo la Provincia di Vibo Valentia, 75 selettori formati che conoscono bene questo territorio, dei quattro o cinque, nominati dalla Regione, due provengono da altra provincia della Calabria. A questo va aggiunto che alcuni agricoltori lamentano scorribande notturne di mezzi che attraversano i campi procurando evidentemente ulteriori danni. Se questo fosse ascrivibile a coloro i quali effettuano battute di selezione, sarebbe una gravissima violazione, rispetto alla quale la Regione non può rimanere inerte o non attuare le necessarie e cogenti verifiche".

L'emergenza. "Non vorremmo che in un siffatto clima emergenziale, -ove il problema non sta trovando adeguate soluzioni-si creino artatamente situazioni di “comodo”. Resta invece l’urgenza di una programmazione ampia, valutando in un contesto omogeneo e coordinato tutte le azioni scientificamente e tecnicamente valide per affrontare il problema con la massima efficacia e al contempo con il necessario coinvolgimento ,-così come prevede espressamente il citato regolamento-, di quei soggetti che conoscono e vivono il territorio tutto l’anno o perché ci lavorano o perché vi esercitano correttamente la caccia. Con rammarico infine registriamo come la Regione Calabria anche in questo settore dimostra nei confronti della nostra Provincia un modo superficiale nell’affrontare i problemi che la riguardano relegandola ad un ruolo sempre più marginale. Da parte nostra in riferimento al settore venatorio non lasceremo nulla di intentato, ricorrendo ove costretti e se non vi saranno delle decise inversioni di rotta, a tutte quelle forme di protesta ed azioni che si dovessero rendere necessarie perché tutto venga riportato in un clima di effettiva collaborazione tra le parti interessate alla soluzione del problema cinghiale. Attendiamo, purtroppo, sempre con minore fiducia un segnale dalla politica che ad oggi, a parte qualche eccezione, si è interessata alla questione in maniera superficiale o strumentale. Riteniamo altresì improcrastinabile una convocazione della Consulta Faunistica Venatoria visto anche l’approssimarsi della prossima stagione venatoria".