Un anno dopo, il ricordo è immutato. Come pure i sorrisi, i momenti di serenità e la notizia drammatica di quell’incidente sul lavoro avvenuto in Sicilia che avrebbe per sempre sottratto alla vita, ma soprattutto ai suoi affetti più cari, Raffaele Sicari, il 26enne di Longobardi, venuto a mancare a seguito di un incidente sul lavoro verificatosi in Sicilia. 

A pensarlo saranno in tanti, tra parenti e amici, nella serata odierna quando sarà celebrata alle 18, una  messa nella chiesa della Madonna di Pompei di Vibo Marina. “Ad un anno dalla tua scomparsa -si legge sul manifesto di commiato - il tuo ricordo e la tua giovane vita spezzata restano incisi nei nostri cuori. Continui a vivere nel nostro amore, nei nostri ricordi, in ogni passo che facciamo”. 
 

Un riabbraccio ideale, dove invece  prevalere é lo sconforto temperato solo dal ricordo di Silvana Ruggiero, la zia che inconsolabilmente ancora lo cerca nelle sfumature di un orizzonte leggero e indefinito, nella profondità degli abissi, nell’immensità del cielo, con parole profonde e cariche di dolore. 

“ A distanza di un anno, oggi più che mai - scrive alla redazione di Zoom24 - il pensiero va a te che sei quel figlio, nipote cugino, compagno, strappato alla vita in un freddo giorno d’inverno. Di te non resta che una fredda lapide con una tua foto dal volto sorridente. A passi leggeri e veloci, senza voltarti indietro, te ne sei andato lasciando un immenso vuoto e un profondo dolore nel cuore di chi ti ha amato. Caro nipote, ho odiato il destino che, crudele più che mai, ti ha strappato da noi troppo presto, ho odiato me stessa per non essere riuscita a stringerti così forte da riuscire a trattenerti. Ho odiato la vita che ci ha costretto a questo quotidiano dolore. Hai lasciato un’impronta più grande del tempo che ti è stato concesso. nel silenzio che resta, c’è il tuo nome, in ogni lacrima e in ogni Gioia quell’amore che non smetterà mai di cercarti”.