Ordinanza di custodia cautelare in carcere per lesioni e per detenzione illegale di armi eseguita nei confronti di Paolo Pittella, di 37 anni originario di Crotone ritenuto responsabile dell'aggressione avvenuta il 15 febbraio in via Fontanelli a Milano ai danni di un commerciante. La vittima dell'aggressione é il proprietario della tintoria "Il Calzino Perduto", il 56enne Giorgio Melis. Pittella è residente a Bruzzano e con precedenti per porto abusivo di armi. Suo cugino Simone Pittella, 28enne con precedenti, nato a Milano e residente in via Rapisardi, ha assistito all'aggressione ed è indagato a piede libero per spaccio di stupefacenti come anche Cristopher Palmieri, 35enne italiano.

Il 37enne non ha opposto resistenza, nell'appartamento gli agenti hanno trovato 1180 euro in contanti e varie dosi di hashish e cocaina. È stata effettuata una perquisizione anche nell'abitazione di Simone Pittella, in via Rapisardi, e sono stati trovati 5000 euro in contanti, il giovane pregiudicato é stato quindi indagato a piede libero per concorso allo spaccio. Il secondo indagato, Palmieri, é stato trovato con 600 euro in contanti addosso ed era stato visto fare la vedetta durante gli appostamenti nel quartiere.

Al momento non è ancora stato chiarito il movente dell'aggressione del 15 febbraio, restano le ipotesi di estorsione, di regolamento di conti o di conflitti in famiglia. Melis é stato interrogato due volte a riguardo, la persona che i due cugini cercavano presso di lui non risulta nota alla Polizia.

Gli agenti ipotizzano che la Porsche Panamera servisse per portare Paolo Pittella in Calabria, presso dei parenti. L'arma usata il 15 febbraio, una pistola calibro 22, non é stata trovata, l'arrestato ha spiegato di averla smontata e arrestata perché in un film in tv ha visto che così non lo avrebbero incastrato.


Sono in corso accertamenti anche su altri 2 episodi in cui i due cugini, noti e potenti nel quartiere, potrebbero essere coinvolti. Sparatorie e gesti di intimidazione in cui le vittime hanno negato di essere stati minacciati. Melis é incensurato ed é proprietario assieme al fratello sia della tintoria sia di una officina meccanica, entrambe situate nel cortile dove è avvenuta l'aggressione del 15 febbraio.