Franco Corbelli, il leader del Movimento Diritti Civili, ha sollevato un'accusa di estrema gravità e ha rivolto un appello accorato per porre rimedio immediato a un evento scioccante accaduto questa mattina a Cosenza. Due fratelli non vedenti dalla nascita, Marko e Branko, sono stati protagonisti di un episodio che ha suscitato indignazione e sgomento nella comunità locale.

La piccola e dignitosa abitazione della famiglia, offerta gratuitamente dal Comune di Rende per oltre 23 anni, è stata privata all'improvviso della fornitura di energia elettrica. Gli operai dell'Enel, accompagnati da una pattuglia dei Carabinieri del Comando Stazione di Rende, hanno staccato i contatori elettrici, motivando l'intervento con l'accusa di "allaccio abusivo".

Tuttavia, la contestazione riportata nel verbale, secondo cui "l'energia prelevata dall'utente era sotto misurata o non misurata", ha scatenato indignazione e sconcerto. Tale azione ha causato un'epilogo drammatico: il padre dei due ragazzi non vedenti, signor Andrejc, 63 anni, è stato colto da malore ed è stato trasportato d'urgenza in ospedale con un'ambulanza del 118.

La famiglia, naturalmente preoccupata per le condizioni del loro congiunto, si trova ora al nosocomio cosentino in attesa di notizie. Marko, uno dei due ragazzi non vedenti, ha immediatamente informato Franco Corbelli, che segue e aiuta la famiglia da ben 23 anni, della tragica situazione.

Corbelli, testimone dell'accaduto, ha cercato disperatamente di ottenere aiuto chiamando al telefono il Comune rendese, ma purtroppo senza successo. La sua richiesta di assistenza è rimasta inascoltata, lasciando la famiglia in uno stato di angoscia e incertezza.

L'appello di Corbelli è chiaro e pressante: è necessario porre immediatamente rimedio a questa situazione ingiusta e inumana. La solidarietà e il sostegno della comunità sono indispensabili per garantire giustizia e dignità alla famiglia di Marko e Branko, vittime di un grave abuso e di una tragedia evitabile.

La mobilitazione civile e istituzionale è richiesta per garantire che un tale episodio non si ripeta e per assicurare che tutte le famiglie vulnerabili e bisognose ricevano il sostegno e il rispetto che meritano.