Come scegliere a chi destinare il 5 per mille
Il 5 per mille è una quota dell'IRPEF (imposta sul reddito delle persone fisiche) che i contribuenti italiani possono liberamente scegliere di destinare a Enti che svolgono attività di interesse sociale, senza alcun costo aggiuntivo.
In poche parole, rappresenta un modo gratuito con cui donare una piccola parte delle tasse (lo 0,5%) a una realtà che fa del bene, durante la dichiarazione dei redditi. Questa somma diventa una fonte di finanziamento cruciale per molte organizzazioni non profit, in quanto consente loro di sostenere e ampliare le proprie attività e i propri progetti solidali. Per questo motivo, scegliere con cura e attenzione la precisa destinazione del 5 per mille è molto importante per far arrivare nel posto giusto un aiuto concreto e molto prezioso.
In questo articolo vogliamo guidarvi in questa scelta, fornendo tutte le informazioni più utili.
5 per mille: le realtà a cui è possibile destinarlo
I beneficiari del 5 per mille possono essere facilmente consultabili presso l’elenco pubblico disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate, che viene aggiornato periodicamente.
Fanno parte di questo gruppo gli Enti del Terzo Settore (ETS), che includono organizzazioni di volontariato, associazioni di promozione sociale, cooperative sociali e ONLUS iscritte all'Anagrafe specifica.
Ci sono poi gli Enti della ricerca scientifica e dell'università (istituzioni che operano nel campo della ricerca scientifica e universitaria) e gli Enti della ricerca sanitaria (organizzazioni impegnate nella ricerca medica e sanitaria).
Tra i beneficiari del 5 per mille ci sono poi gli Enti che si occupano di tutela, promozione e valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici, per la salvaguardia e valorizzazione del patrimonio culturale e ambientale e i Gestori delle aree protette.
Possibile destinare la propria quota dell’IRPEF anche ad Associazioni sportive dilettantistiche (ASD) riconosciute dal CONI, che svolgono una rilevante attività di interesse sociale, o al proprio Comune di residenza, a patto che i fondi vengano utilizzati per finanziare attività sociali.
Guida alla scelta
Se si è indecisi sulla scelta dell’Ente da rendere beneficiario del proprio 5 per mille, il primo consiglio è quello di orientarsi su realtà che supportano tematiche vicine ai propri valori e interessi. Questo permette di contribuire attivamente e in prima persona allo sviluppo di progetti importanti che possono rivelarsi cruciali per un futuro più positivo e di vivere questa esperienza in modo davvero personale e sentito.
Possibile anche puntare su cause urgenti e importanti, che necessitano di fondi continui per poter essere seguite nel modo migliore. Ad esempio, salute e ricerca scientifica, che opera per trovare nuove cure e trattamenti migliori per le principali malattie. Oppure, l’ambiente, che necessita di un repentino cambio di rotta per contrastare i cambiamenti climatici. O, ancora, i diritti umani, messi ormai a rischio troppo frequentemente in tantissime zone del mondo.
Un altro consiglio per evitare che il proprio 5 per mille vada “sprecato” è di assicurarsi che l'organizzazione scelta sia effettivamente tra i beneficiari e che garantisca trasparenza nella gestione dei fondi. Questo si può verificare tramite i bilanci annuali e i rendiconti pubblici delle attività svolte, nonché attraverso l'impatto reale dei progetti realizzati.
Una volta effettuata la scelta, è fondamentale compilare correttamente la dichiarazione dei redditi per rendere effettivo il 5 per mille. Questo significa firmare il riquadro corrispondente alla categoria e inserire il codice fiscale dell’Ente, pratica valida anche per chi presenta la CU e non fa la dichiarazione dei redditi completa.
Importante infine ricordare le scadenze del 5 per mille per l’anno in corso: 30 settembre per il 730 (precompilato o ordinario) e per la presentazione telematica del Modello Redditi Persone Fisiche, 1° luglio 2025 per la presentazione cartacea tramite ufficio postale.
