Famiglie bloccate a Villa San Giovanni, la Sicilia non li vuole e la Calabria...nemmeno
"Lo Stato ha creato questo assembramento e lo Stato deve risolvere il problema. Abbiamo suggerito di requisire una struttura ricettiva in provincia di
Reggio Calabria dove ospitare almeno le famiglie con persone fragili. Per i cittadini ospitati in albergo residenti in Sicilia si fa carico la Regione siciliana degli oneri, al resto pensi lo Stato". Lo ha detto il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, nel corso di una diretta Facebook, in merito alle circa duecento persone rimaste ferme sul piazzale degli imbarcaderi di Villa San Giovanni e che erano diretti in Sicilia. "Abbiamo il dovere di mettere questa gente in quarantena obbligatoria - ha aggiunto Musumeci - perche' non sappiamo quale sia la loro reale condizione di salute". Il governatore siciliano ha inviato una lettera al ministro dell'Interno per suggerire come risolvere la situazione.
Immediata la replica di Jole Santelli: "Leggo la dichiarazione del presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci che chiede di mettere in quarantena presso un hotel reggino le persone bloccate a Villa San Giovanni. Dev’essere chiaro - aggiunge Santelli - che chi oggi si trova a Villa San Giovanni in attesa di un imbarco, vi è arrivato perché non sono funzionati i controlli lungo il viaggio dalle città di provenienza".
"È giusto che lo Stato - sottolinea Santelli - si assuma le proprie responsabilità e che quindi i nuclei familiari vengano scortati dalla Polizia fino alle residenze siciliane e lì giustamente posti in quarantena. Non è uno scontro tra le due regioni ma si tratta di una situazione in cui è necessario coniugare legalità e principi di civiltà. Quello che non è accettabile è la storia di queste ore, lo scotto che pagano famiglie e con loro un comune, quello di Villa San Giovanni, e la Calabria protagonista incolpevole di una situazione in cui non ha nulla a che fare".
