Uno stop deciso e immediato. Il Tar della Calabria ha messo nero su bianco la sospensione dell’efficacia del nuovo piano della sosta a pagamento di Tropea, congelando di fatto le riforme introdotte dalla Commissione straordinaria che governa l’ente. 

Con l'ordinanza pubblicata il 13 maggio 2026, la magistratura amministrativa ha accolto i rilievi sollevati da un folto gruppo di residenti, difesi dall’avvocato Maria Repice, decretando il ritorno temporaneo alle vecchie regole.
Al centro della battaglia legale, culminata nel ricorso n. 480/2026, vi sono due atti fondamentali emessi nei primi mesi dell'anno: la delibera n. 30 dell’11 febbraio 2026 e la successiva delibera n. 40 del 25 febbraio 2026. Quest'ultima, in particolare, aveva
riapprovato con modifiche il regolamento comunale per la sosta e il relativo Piano Urbano, introducendo un sistema di tassazione sui residenti che aveva scatenato un'ondata di proteste: 20 euro per il primo veicolo e cifre a salire fino a 100 euro per i successivi.

L'azione legale è stata promossa da Mario Bottigelli, Gabriella Coccia, Isabella De Bella, Salvatore Epifanio, Carmine La Ruffa, Francesco La Torre, Maria Vittoria Mannacio Soderini, Antonio Melina, Annunziata Pensabene, Antonio Mario Ruffa, Giuseppe Scarfò, Antonio Schiariti, Alfredo Tranfo, Giovanni Vecchio, Salvatore Vinci e Luigi Carmelo Condina.

Il Tar ha ravvisato gli estremi per la sospensiva, ritenendo necessario mantenere lo status quo fino all'udienza di merito fissata per il prossimo 21 ottobre 2026. Fino a quella data, le autorizzazioni e i pass rilasciati con la vecchia zonizzazione manterranno piena
validità, annullando il termine di scadenza del 30 aprile che era stato imposto dal Comune.

Per il momento, dunque, a Tropea si torna al passato. La Commissione straordinaria, rappresentata nel giudizio dall'avvocato Nicola Minasi, dovrà attendere l'autunno per conoscere il destino definitivo di una riforma che, per ora, resta chiusa in un cassetto.