Il ventitreesimo turno del girone I di Serie D riporta la Vibonese sul manto erboso del "Luigi Razza", ma l'atmosfera che si respira attorno allo stadio è tutt’altro che festosa. Se il campo impone il riscatto immediato dopo la sconfitta di Favara, è fuori dal terreno di gioco che si sta giocando la partita più drammatica. In Via Piazza d’Armi, il silenzio della proprietà è diventato un rumore insopportabile per una piazza che vede il baratro avvicinarsi ogni ora di più.

Qui Vibonese: un club senza bussola e una rosa decimata

La crisi di nervi in casa rossoblù ha raggiunto il punto di non ritorno. Nonostante gli sforzi titanici del commissario Rino Putrino, il vuoto di potere lasciato dalle dimissioni di Ferdinando Cammarata resta incolmabile. Ad oggi, nessuna fumata bianca all'orizzonte: l'assenza di investitori concreti fa sì che lo spettro del fallimento non sia più solo una suggestione, ma un rischio tangibile che terrorizza l’intera città.

Questo stallo istituzionale sta letteralmente svuotando lo spogliatoio. Con gli addii pesanti di Marafini e Bonotto, la rosa a disposizione di mister Capodicasa è ormai ridotta ai minimi termini. Il tecnico si ritrova con gli uomini contati, costretto a fare affidamento sul giovanissimo cubano Catasus per tappare falle sempre più evidenti. In questo clima di precarietà, preparare una partita di tale importanza diventa un atto di resistenza pura. Per i giocatori rimasti, scendere in campo oggi significa lottare per l'orgoglio di una maglia che rischia di sparire dal calcio professionistico.

Qui Nissa: l'esame più difficile 

A complicare un quadro già critico arriva la Nissa, formazione solida e lanciatissima verso i piani altissimi della classifica. I siciliani, quinti e a soli tre punti dalla vetta, si presentano a Vibo con numeri da primato: un solo scivolone nelle ultime otto gare e una porta inviolata da tre turni consecutivi. Gli ospiti sono specialisti dei colpi esterni, forti di un attacco capace di colpire sedici volte lontano dalle mura amiche. Per una Vibonese priva di alternative e psicologicamente provata, il match si preannuncia come una trincea. Sarà un "ultimo appello" per la sopravvivenza: novanta minuti in cui il cuore dovrà sopperire alla mancanza di mezzi, sperando che la fiammella del calcio vibonese non si spenga proprio oggi.

La vigilia di Capodicasa

Con orgoglio e determinazione, parlando ala vigilia del match il tecnico Antonello Capodicasa ha scattato la fotografia di un momento complesso. "Sono state settimane intense, si sono fatte tante chiacchiere fuori da campo, ci sono stati accadimenti che hanno creato scompiglio. Ma devo fare i compimenti alla squadra, che non si è distratta, ha fatto quadrato chiudendosi a riccio. Eppure non è facile, tranne i dipendenti, non si vedono altre figure dirigenziali ma i ragazzi non si fanno distrarre e pensano solo a migliorare e a fare bene. Contro il Nissa sarà una gara difficile, ma noi dobbiamo fare punti ovunque e con chiunque. Sotto il profilo della prestazione non abbiamo fatto un passo indietro contro il Favara, se non sul piano del risultato, quindi sono fiducioso. Siamo pronti e determinati, vogliosi di fare risultato".