Coronavirus, il boss Iannazzo passa ai domiciliari con il braccialetto elettronico
Vincenzino Iannazzo, 65 anni, capo dell’omonima cosca mafiosa lametina, coinvolto nell’operazione Andromeda lascia il carcere di Spoleto per gli arresti domiciliari. Lo ha deciso, con ordinanza, la Seconda sezione della Corte d'Assise d'Appello di Catanzaro, riunita in videoconferenza via Skype, su istanza dei legali Salvatore Cerra e Mario Murone. Il provvedimento è stato emesso “in relazione alla compatibilità del regime carcerario, rispetto alle condizioni di salute, e in considerazione dell'attuale emergenza epidemiologica”, situazioni che lo rendono incompatibile con il regime carcerario. A Iannazzo condannato in Appello a 14 anni e 6 mesi di reclusione, viene “applicato il braccialetto elettronico, con avvertimento che, in caso di diniego, sarà mantenuta la custodia in carcere. Iannazzo non può allontanarsi dal domicilio senza autorizzazione dell'autorità giudiziaria e non può effettuare comunicazioni in via telefonica, telematica, epistolare o Whatsapp, nemmeno ai/o tramite i familiari che con lui convivono o che lo assistono, con avvertimento che in caso di trasgressione la custodia cautelare in carcere potrà essere ripristinata. E’ autorizzato ad allontanarsi dal luogo degli arresti domiciliari nei soli casi di effettiva urgenza sanitaria previa chiamata di intervento al 112 o al 118, dando avviso ai carabinieri preposti al controllo”.
