Traffico di droga tra Crotone e Catanzaro, in venti a giudizio immediato
Si tratta di persone coinvolte nel blitz Black Island che il 20 marzo scorso ha portato la Mobile di Crotone a notificare su ordinanza 17 misure cautelari
di GABRIELLA PASSARIELLO
Saltano il filtro dell’udienza preliminare e vanno direttamente a giudizio immediato i venti imputati coinvolti nell’operazione Black Island, condotta dalla Squadra mobile di Crotone il 20 marzo scorso, che ha inferto un duro colpo ad un’organizzazione capace di gestire il traffico e lo spaccio di droga da Crotone, a Isola Capo Rizzuto fino ad arrivare a Catanzaro. Lo ha deciso il gup del Tribunale pitagorico Michele Ciociola, accogliendo la richiesta della Procura.
I nomi. Si tratta di Betim Xeka, 43 anni,residente a Isola Capo Rizzuto; Domenico Dolce, detto “Spillo”, 37 anni di Crotone; Giovanni Martino 49 anni, Crotone; Giulio Bubba 35 anni, Crotone; Santo Vittimberga 46 anni, Isola Capo Rizzuto; Alfonsina Giardino, 39 anni di Isola Capo Rizzuto; Sabri Disha 25 anni, Albania; Antonio Lequoque 48 anni, Isola Capo Rizzuto; Domenico Longo 61 anni, Crotone; Nicola Perri 63 anni, Isola Capo Rizzuto; Pasqualino Trusciglio 53 anni, Crotone; Nicola De Giovanni 42 anni, Crotone; Luigi Corigliano, detto “U’ nguiuto”; Enzo Costantino 46 anni, Catanzaro; Cosimo Passalacqua, detto “Cocò” 38 anni, Catanzaro; Santo Mirarchi 33 anni, Catanzaro; Mario Guereri, 54 anni, di Isola Capo Rizzuto; Vincenzo Lequoque, 22 anni, di Crotone; Salvatore Vallelonga, detto Pelè, 55 anni, di Crotone; Veronica Giacobbo, 29 anni, residente a Crotone. Gli imputati, assistiti dagli avvocati Eugenio Perrone, Luigi Villirilli, Romualdo Truncè, Mario Prato, Piero Chiodo, Anselmo Mancuso e Valeria Maffei, potranno entro 15 giorni dalla notifica del decreto di giudizio immediato optare per il rito abbreviato.
Il castello accusatorio. Secondo le ipotesi di accusa il perno dell’organizzazione sarebbe stato l’albanese Xeka, che sarebbe stato solito rifornirsi di ingenti quantitativi di eroina da Vittimberga. Dalle attività d’indagine è emerso il modus operandi di entrambi, i quali particolarmente attenti nel tentativo di eludere i controlli della polizia, avrebbero nascosto l’eroina in zone isolate di campagna, provvedendo, di volta in volta, a recuperare la sostanza stupefacente necessaria per soddisfare le esigenze dei loro clienti. Droga, che sarebbe stata rivenduta anche nelle piazze di Catanzaro, attraverso Costantino, Mirarchi e Passalacqua, gestori dello spaccio nel capoluogo di regione.
Il blitz. L’inchiesta è scattata all’alba del 20 marzo 2017 in esecuzione di 17 misure cautelari, provvedimenti restrittivi frutto di una complessa ed articolata attività investigativa da parte della Squadra Mobile di Crotone che ha consentito di sequestrare tre chilogrammi di eroina e un etto di marijuana. Durante le indagini gli agenti hanno trovato nelle campagne di Isola Capo Rizzuto un mitragliatore kalashnikov di fabbricazione serba con relativo caricatore munito di 21 cartucce calibro 7,62×39. L’arma, secondo gli inquirenti sarebbe stata occultata dall’albanese Xeka, accusato di essere anche l’autore dell’incendio di un’auto in uso ad uno degli indagati, come atto ritorsivo per il mancato pagamento di una partita di droga.
