L’elezione di Biagio Faragalli a presidente della Provincia di Cosenza è finita al centro di un acceso dibattito politico, non tanto per l'esito delle urne, quanto per un episodio avvenuto durante i festeggiamenti. Nelle ultime ore, infatti, sta circolando sui social network un filmato in cui, tra la folla festante, sarebbe chiaramente visibile una persona intenta a compiere il gesto del saluto romano.

La reazione politica non si è fatta attendere. Il circolo di Sinistra Italiana di Casali del Manco ha rotto gli indugi con una nota dai toni duri, definendo l'accaduto come un fatto grave e assolutamente incompatibile con la cornice democratica e antifascista della nostra Costituzione.

«In un luogo che dovrebbe rappresentare la casa della democrazia — si legge nel comunicato — un gesto di questo tipo suona come uno schiaffo alla sobrietà istituzionale». Il movimento contesta fermamente l'idea di derubricare l’accaduto a mera goliardia o folklore, sottolineando come il richiamo a simboli del ventennio sia una ferita aperta e non possa essere tollerato in contesti pubblici.

La nota di Sinistra Italiana solleva inoltre una questione di natura politica, chiamando in causa l'ambiente in cui il gesto è maturato: «Si festeggia l’accesso a una carica elettiva — scrivono gli esponenti di sinistra — utilizzando il linguaggio di chi quelle elezioni le aveva abolite».

Il movimento chiede dunque un intervento risolutivo ai vertici della nuova amministrazione provinciale: una presa di distanza che sia «netta e inequivocabile». Per Sinistra Italiana, chiunque rivesta o si candidi a ricoprire cariche pubbliche giurando sulla Costituzione ha il dovere morale di rigettare ogni forma di nostalgia autoritaria.

La città di Cosenza viene richiamata nel suo ruolo di presidio culturale e civile: secondo il movimento, il territorio non può permettersi di essere associato a derive che evocano il periodo più buio della storia nazionale. Al momento non sono arrivate repliche ufficiali dallo staff del presidente Faragalli, ma la questione sembra destinata ad alimentare la tensione politica nei palazzi del potere provinciale.