"L’ ambito sanitario vibonese vive un momento di grave difficoltà a causa di una gestione fortemente discutibile che mira ad un dimensionamento sempre più impellente dei reparti e dei presidi ospedalieri. Le gravi difficoltà che vivono quotidianamente gli operatori sanitari rappresentano una situazione ormai insostenibile, per ultima quella denunciata dal primario di Ginecologia dott. Vincenzo Mangialavori, attraverso un clima teso e pericoloso visti anche i numerosi episodi di aggressione verso il personale addetto. A questo, va aggiunta la quotidiana necessità sanitaria da parte della popolazione che dagli ospedali periferici spesso viene dirottata verso il nosocomio Vibonese. Per evitare tutto ciò, in particolare modo l’ intasamento dei pronto soccorsi pertinenti, un importante filtro viene svolto dai medici di base e dagli operatori di guardia medica zonali. I presidi locali, assurgono infatti ad una funzione fortemente importante, principalmente per l’ immediato contatto col paziente attraverso una diagnosi preventiva che in numerose occasioni, ha permesso di salvare la vita del malato in attesa dell’ arrivo dei soccorsi. Uno dei pochi strumenti davvero essenziali per una comunità ed in particolar modo per quei territori che distano più di 30 minuti all’ arrivo del nosocomio più vicino".

Inizia così la riflessione dell'ex sindaco di Capistrano, Marco Martino, che denuncia il rischio dimensionamento della guardia medica nel piccolo centro dell'entroterra vibonese e invita i commissari straordinari che guidano il Comune a "battere i pugni sul tavolo per evitare ila chiusura di un servizio essenziale per la salute dei cittadini"

"Si sa, con la salute del cittadino non si può scherzare. Non ci sono giustificazioni o mezzi termini. Condizioni che possano passar per buone, articolate direttive che impongano rimodulazioni a ribasso smembrando un comparto assai importante. Non in questi specifici casi. Non da manager retribuiti con salari elevatissimi al fine di perseguire determinate performance che non passano solo da un risanamento economico a risparmio delle casse pubbliche, se a rimetterci la sicurezza della propria salute sono proprio i cittadini. Ebbene, a tutto ciò, si aggiunge l’amarezza per aver appreso che un dimensionamento della realtà di guardia medica capistranese sta per avere inizio. Da fonti accreditate, il presidio zonale, già dal prossimo mese, inizierà a non garantire i servizi essenziali tutti i giorni della settimana per come previsto avendo in previsione alcune date di chiusura giornaliera per assenza di personale. I turni massacranti da parte dei medici preposti non possono rappresentare la Soluzione definitiva e duratura. A loro, sento di rivolgere un grazie sentito per il sacrificio dimostrato in questi anni al solo scopo di evitare il disservizio. Manca dunque un serio piano di implementazione del personale in tutto il territorio che necessariamente deve avere una attenzione preminente al fine di permettere un servizio idoneo. Ma la paventata riduzione dei giorni di apertura della guardia medica capistranese, ha radici ben profonde e con l’ assenza della politica che faccia pressione ed attenzione mediatica, rischia di determinare la reale pericolosità che di un graduale dimensionamento si possa passare ad una futura chiusura con conseguente accorpamento . Nel corso degli anni, ricordo, che lo scongiurare della cessazione delle attività di astinenza sanitaria zonale, si deve ad una personale presa di posizione del sottoscritto durante l’assemblea dei sindaci, avendo intimato l’ occupazione della sede Asp di Vibo Valentia con annesse azioni eclatanti. I commissari straordinari in questi pochi mesi rimasti alla guida dell’ente devono battere i pugni sul tavolo. Devono necessariamente e con celerità intraprendere una seria discussione con l’attuale commissario straordinario dell’ asp di Vibo Valentia aprendo un tavolo di concertazione anche con l’ ordine dei medici, facendo presente che entità territoriali che distano molti chilometri dagli ospedali, devono essere assistiti e migliorati. Non vi è possibilità diversa. Non si può sottacere. Se a questo disperato grido di appello, non dovessero seguire fatti, sarò in prima linea assieme ai cittadini a difendere un diritto fondamentale che non può e non potrà essere negato", conclude Martino.