Protezione Civile nell'occhio del ciclone, Tallini attacca: "Tansi non è una vittima"
Quando Tansi ha dichiarato che la sua sospensione da capo della Protezione Civile Regionale era stata “voluta” da un consigliere regionale il dito era puntato contro il forzista Domenico Tallini. Ma questi non è il tipo da incassare senza reagire. E puntuale è giunta la replica del consigliere regionale azzurro. Tallini attacca: “Il dirigente “sospeso” della Protezione Civile, Tansi, si sente un rigorista a cui è stata negata la gioia del goal. In realtà, è solo un “cascatore nato” che cerca furbescamente di procurarsi rigori inesistenti, ma questa volta gli arbitri lo hanno beccato e lo hanno giustamente espulso”.
L'affondo. E ancora: “Tansi continua a sparare veleno contro coloro che ritiene i cospiratori che lavorerebbero contro la sua "annunciata” riconferma in un concorso di cui si conosce l’esito con tre mesi di anticipo. Il geologo sospeso per 45 giorni (a proposito che ci faceva nel suo ufficio del Cnr?) ha ripreso a fare macinare la sua macchina del fango contro i consiglieri regionali, parte della burocrazia regionale, sindacalisti e giornalisti. Questa volta l’ha fatta grossa perché ha fatto passare il presidente della commissione disciplinare della Regione, l’avvocato Sergio Tassone, per un beneficiato del sottoscritto ai tempi della mia esperienza come assessore al Personale. Ebbene, quando io sono arrivato all’assessorato al Personale della Regione, l’avvocato Tassone era già felicemente e meritatamente dirigente, risultato che ritengo abbia ottenuto negli anni precedenti esclusivamente grazie alla sua capacità, alla sua competenza e alla sua autonomia”.
L'equivoco. D’altronde, per Tallini se l’avvocato Tassone fosse stato davvero un dirigente “accondiscendente” verso la politica, "non avrebbe certo fatto uno “sgarbo” al pupillo del presidente Oliverio. Se il Tansi ha avuto l’amabilità di leggere la motivazione della sua sospensione, comprenderà che l’elemento che più di ogni altro la commissione ha ritenuto dirimente è la lettera indirizzata dal presidente dell’assemblea regionale, onorevole Irto, al presidente Oliverio, per segnalare il dileggio a cui ero stato sottoposto via facebook e per rivendicare la tutela delle prerogative dei consiglieri. Capiamo che il dottor Tansi stimi di più quei dirigenti che hanno illegittimamente escluso i candidati interni alla carica di capo della Protezione Civile, passaggio obbligato per spianargli la strada ad una riconferma annunciata con diversi mesi di anticipo rispetto al concorso. Quella è la burocrazia che gli piace! Al dottor Tansi invece non piacciono sicuramente le critiche. Ma i consiglieri regionali hanno il diritto-dovere di criticare e di vigilare su tutte le strutture regionali, come ha ricordato il presidente Irto nella sua lettera”.
Le conclusioni. Quindi le conclusioni: “Ho ritenuto legittimamente, con le mie prerogative di consigliere - dice ancora Tallini - di criticare il malfunzionamento del sistema di allerta meteo della protezione civile sia in occasione della tragedia del Raganello e ancora di più in occasione dell’alluvione di San Pietro Lametino. In quest’ultimo caso dai dati ufficiali da me utilizzati si evince che doveva esserci un’allerta rossa e non una semplice allerta gialla. Ho aspettato invano che il dott. Tansi, anche attraverso facebook, smentisse con dati ufficiali le mie gravi affermazioni. Rigorista mancato o cascatore nato, ritengo che il gioco del calcio, che è una cosa seria, non sia fatto per il dottor Tansi».
