Continuano i disagi al pronto soccorso dell’ospedale di Vibo Valentia. Protagonista, suo malgrado, una ragazza arrivata prima delle 7 di mattina in ospedale. Forse ha un polso rotto, chiede di essere visitata e le viene risposto che è fortunata se arriverà un medico ortopedico dopo le 8,30, e comunque prima ci sono i casi più gravi. Quindi deve mettersi l’anima in pace.

Gli amici preoccupati commentano negativamente la cosa e escono fuori dalla struttura rincorsi dall’infermiere che li tratta male. Certo, dopo ore di estenuante lavoro ci può stare che una persona sia esasperata, ma non è la prima volta che un paziente con problemi ortopedici si sente rispondere che i medici non sono disponibili, che hanno appena finito il turno e, se malauguratamente è sabato sera, bisogna ritornare il lunedì, oppure non hanno ancora preso servizio".

"A meno che non si tratti di un gravissimo incidente - viene scritto in una lettera - il paziente con qualche osso rotto non è da ritenere in pericolo di vita e chi se ne frega se soffre da morire, se non riesce a camminare o se ha un braccio inutilizzabile. Gli ortopedici all’ospedale "Jazzolino" si contano sulle dita di una mano, finite le rispettive ore di lavoro se ne vanno e la reperibilità è una chimera. E allora ben vengano i medici cubani se possono coprire i turni che i “preziosi” medici italiani non garantiscono se non in casi eccezionali, ben vengano i giovani specializzandi perché non si possono lasciare le persone ad aspettare in pronto soccorso soltanto perché non c’è ancora un medico che le può visitare".