Il boss Antonio Mancuso, 81 anni di Limbadi, non ha violato la sorveglianza speciale e il giudice Marina Russo ha revocato i domiciliari rimettendolo in libertà. I carabinieri della stazione di Nicotera lo avevano avvistato per almeno cinque volte tra la fine di marzo e l'inizio di aprile in compagnia di un pregiudicato e l'altro ieri avevano proceduto a fermarlo per sottoporlo agli arresti domiciliari. Ieri mattina è comparso dinnanzi al Tribunale di Vibo difeso degli avvocati Tommaso Zavaglia (in sostituzione di Giuseppe Di Renzo) e Francesco Stilo. Nei confronti di Mancuso, l'accusa aveva chiesto la condanna a 8 mesi di reclusione ma il giudice ha optato per l'assoluzione con la conferma della sorveglianza speciale con l'obbligo di soggiorno nel comune di residenza, ovvero Nicotera.

Alla base del verdetto la mancata rivalutazione della pericolosità sociale del boss, già condannato in via definitiva nel processo "Dinasty" e attualmente imputato in "Black Money" dove in primo grado gli sono stati inflitti 5 anni di reclusione. Nonostante un curriculum di tutto rispetto alle spalle, nessuno ha provveduto all'aggiornamento della "pericolosità sociale" di Antonio Mancuso come disposto dalla legge.