Inferti 4 anni ai Gianluca Bruzzese e 2 anni e otto mesi a Natale Bruzzese per il prestito usurario nei confronti di Raffaele Rodinò Toscano

Il gup del Tribunale di Palmi ha condannato per usura Gianluca e Natale Bruzzese, rispettivamente a 4 e 2 anni e otto mesi di reclusione.
Parte lesa nel procedimento è un vigile urbano ausiliario del Comune di Polistena, Raffaele Rodinò Toscano che aveva contratto un prestito usurario con i fratelli per 220 euro, divenuti 5mila nel giro di un paio di mesi. 

La denuncia Rodinò ha denunciato solo dopo che i militari dell'Arma erano intervenuti grazie a una fonte confidenziale che li aveva avvertiti di una aggressione in corso a casa dell'uomo. Dopo le insistenze dei carabinieri, Rodinò ha raccontato la sua vicenda, del debito contratto con i fratelli Bruzzese per poche centinaia di euro lievitato fino alla cifra di 5mila. Il vigile urbano ha spiegato che la “visita” di Natale Bruzzese di quella sera era per fare ulteriori pressioni.

Le sue dichiarazioni Il vigile urbano avrebbe avuto problemi a ridare indietro i soldi perché non stava percependo con regolarità lo stipendio e «allora questo Bruzzese Gianluca – dichiara ai carabinieri - ha cominciato a pretendere degli interessi su quella somma. I suoi conti erano che passato il primo mese, i soldi aumentavano di 50 euro a settimana, che sono diventati improvvisamente 100 senza alcun motivo». Dopo 75 giorni, secondo il racconto di Rodinò, Gianluca Bruzzise iniziò a pretendere 150 euro al giorno. Il debito usurario cresce fino a toccare 5mila euro. Le pressioni sarebbero cresciute, fino a costringere Rodinò ad andare alla filiale dove ha il conto corrente per fare un estratto conto. Appurata la disponibilità di 2mila euro, l’uomo avrebbe costretto Rodinò a dargli il bancomat dicendo che glielo avrebbe restituito solo il giorno dopo quando Rodinò avesse prelevato i 2mila euro di anticipo.

Il calvario Cosa che poi avrebbe fatto: «La mattina dopo sono andato in banca ed ho prelavato 2mila euro che gli dovevo dare…gli ho chiesto di restituirmi il bancomat ma lui non mi ha neppure risposto…». Il giorno dopo un’amara scoperta, sul conto corrente non c’erano più 500 euro. Il cassiere disse a Rodinò che il giorno prima era stato fatto un prelievo al bancomat per quella somma. Il vigile urbano capì che era stato Gianluca Bruzzese a prendere i soldi. Un calvario, quindi, per Rodinò continuato fino alla sera in cui i carabinieri bussarono alla sua porta sciogliendolo da quel vincolo infernale.