‘Ndrangheta nel Vibonese, in arrivo una serie di scarcerazioni per diversi boss
Dichiarata non esecutiva la sentenza d’appello, aprendo la strada a potenziali ricorsi da parte di altri imputati sottoposti a misure cautelari
Una decisione della Suprema Corte di Cassazione potrebbe segnare un punto di svolta nel processo Rinascita-Scott, con possibili effetti su numerosi imputati attualmente detenuti. I giudici di legittimità hanno accolto il ricorso degli avvocati Sergio Rotundo e Antonio Galati, annullando senza rinvio l’ordine di carcerazione nei confronti di Domenico Cracolici, ritenuto esponente della ‘ndrina di Maierato, e dichiarando la non esecutività della sentenza d’appello. L’imputato è dunque stato scarcerato immediatamente.
Il pronunciamento nasce dal ricorso della difesa, che faceva leva sulla natura incompleta e ancora soggetta a modifiche della pena inflitta in appello, dopo che la Suprema Corte aveva già eliminato l’aggravante relativa al reimpiego di proventi illeciti. La Cassazione ha ribadito che una pena può essere considerata eseguibile solo se “completa” e “certa”, condizione non soddisfatta nel caso di Cracolici in quanto la rideterminazione della pena era ancora pendente.
La Corte d’Appello di Catanzaro aveva in precedenza disposto l’esecuzione autonoma della pena, respingendo l’istanza della difesa, ma la Cassazione ha stabilito che tale esecuzione non era ammissibile. La decisione potrebbe così innescare una serie di ricorsi e incidenti di esecuzione da parte di altri condannati nel medesimo processo, che cercheranno la scarcerazione sulla stessa base giuridica.
A maggio scorso, la Suprema Corte aveva già annullato senza rinvio per l’aggravante dell’art. 416-bis, comma 6 c.p., relativa al reimpiego di proventi illeciti, le condanne per numerosi imputati tra cui: Raffaele Antonio Giuseppe Barba, Paolo Carchedi, Carmelo Chiarella, Filippo Di Miceli, Michele Dominello, Nazzareno Franzè, Francesco Gallone, Sergio Gentile, Gregorio Giofrè, Giuseppe Lopreiato, Domenico Macrì, Luciano Macrì, Domenico Pardea, Francesco Antonio Pardea, Michele Pugliese Carcheri, Salvatore Morgese, Filippo Orecchio, Pasquale Gallone, Domenico Camillò, Carmelo Salvatore D’Andrea, Giovanni Claudio D’Andrea, Nicola Lo Bianco, Salvatore Lo Bianco, Domenico Prestia, Gregorio Niglia e Luca Belsito.
L’interpretazione della Cassazione apre un nuovo capitolo del procedimento, confermando l’importanza di valutare caso per caso l’esecutività delle sentenze e lasciando aperta la possibilità che altri imputati del processo Rinascita-Scott possano chiedere di rivedere la propria posizione davanti alla giustizia.
