Il tema caldo è sempre quello della scuola. L’incontro, in parte in presenza in parte a distanza, tra il presidente ff della Regione, Spirlì e i rappresentanti del mondo della scuola è stato l’occasione per porre l’accento sui disagi e sulle perplessità che vivono le scuole di Lamezia Terme.

Diversi gli interventi a sostegno o contrari alla didattica in presenza, diverse le tesi sostenute, le ragioni addotte e gli esempi riportati. Da chi si richiama al diritto allo studio a chi invoca il diritto alla salute, da chi sostiene la necessità di socializzazione dei ragazzi a chi sottolinea la necessità di tutelare la fasce deboli della popolazione. Tutti hanno ragione, nessuno ha torto. Ma le decisioni vanno prese e soprattutto vanno rispettare.

La tesi del Comitato spontaneo di Lamezia. A prendere la parola anche una rappresentante del Comitato spontaneo di Lamezia, che tra le due contrapposte fazioni sostiene quella del diritto alla salute prima che allo studio, preferendo quindi la didattica a distanza a quella in presenza. “La situazione a Lamezia è preoccupante – ha detto – i contagi reali sono almeno 10 volte quelli dati per ufficiali. Il perché è presto detto, le persone che si sottopongono a tamponi privati finiscono per gestirsi da sé. L’Asp non ne ha notizia, il comune non può imporre quarantene e in città circolano liberamente tanti positivi. Per questo la scuola è un veicolo di contagio, come si può pensare che la scuola ne sia immune? Sento dire che la scuola è un luogo di socializzazione. Ma che socializzazione stiamo insegnando ai nostri bambini se non si possono toccare, non si possono scambiare nulla tra loro né abbracciarsi?”

Le richieste.  “Chiediamo all’Asp il tracciamento regolare di tutti i contagi, anche quelli rilevati con tamponi privati, chiediamo quarantene e maggiore sicurezza nelle scuole. Lo chiediamo per tutte le scuole, non solo per le superiori ma anche e soprattutto per i più piccoli perché sono proprio i più piccoli a stare più a stretto contatto con i nonni. Ci erano stati promessi test rapidi e infermieri nelle scuole già da dicembre, ma a Lamezia i tamponi rapidi sono stati consegnati in pompa magna solo qualche giorno fa. Non è accettabile che una piccola percentuale di genitori che hanno chiesto la didattica in presenza possa decidere anche per la salute dei nostri figli, mentre noi abbiamo chiesto la didattica a distanza che non lede in alcun modo il diritto allo studio dei loro figli. Chiediamo, quindi, che vengano inserite anche le scuole inferiori all’interno dell’ordinanza e che ci siano un efficace tracciamento, uno screening continuo e maggiore sicurezza nelle scuole”