Omicidio in spiaggia a Nicotera, l'assassino reo confesso rimane in carcere
Il presidente del Tribunale di Vibo con funzioni di giudice delle indagini preliminari, Alberto Filardo, ha convalidato il fermo di Giuseppe Olivieri, indagato per l'omicidio di Francesco Timpano, disponendo che rimanga in carcere. Secondo il GIP l'indagato potrebbe commettere ulteriori gravi reati se posto in libertà o agli arresti domiciliari, considerato che il delitto di cui è accusato è stato commesso in pieno giorno ed in presenza di diverse persone, nonché per la facilità con cui si è procurato l'arma, oltre alla valutazione della sua personalità, sulla base dei precedenti penali e dell'incapacità di dominare i propri impulsi.
Giuseppe Olivieri, difeso di fiducia dall'avvocato Francesco Schimio, il 20 agosto scorso si è spontaneamente presentato presso la Stazione Carabinieri di Nicotera. Sottoposto ad interrogatorio, ha confessato di aver sparato diversi colpi di pistola contro Francesco Timpano, affermando di aver subito minacce proprio dal Timpano e di essersi sentito in pericolo dopo averlo incontrato all'interno del lido balneare di Nicotera marina. Nel corso dell'interrogatorio Olivieri ha smentito qualsiasi collegamento tra il fatto a lui addebitato ed i delitti di cui si è reso protagonista in passato il proprio fratello Francesco Olivieri. Quest'ultimo, detto “Ciko”, è accusato di aver ucciso l'undici maggio scorso a Nicotera Giuseppina Mollese e Michele Valerioti, nonché del tentato omicio di Vincenzo Timpano, fratello di Francesco.
Il gip Filardo ha ritenuto “coerente ed attendibile” la confessione resa da Olivieri, mentre si nutrono perplessità circa la disponibilità dell'arma e sul periodo di latitanza affrontato da Olivieri, durato diversi giorni. Le indagini sono state coordinate dal pm della Procura di Vibo, Ciro Luca Lotoro, e vedono impegnati il nucleo investigativo di Vibo, la Compagnia di Tropea e la Stazione di Nicotera.
